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12 giu

Roma, sentenza sui Fasciani: “Assolti dall’accusa di mafia”

Il procuratore generale aveva chiesto duecento anni di carcere per i Fasciani e i Triassi, le due famiglie e accusate di aver dominato in modo capillare e con modalità mafiose le attività illecite a Ostia. Poco fa nell’Aula Occorsio del tribunale di Roma la sentenza: è un’associazione per delinquere semplice, e non piu’ di stampo mafioso, quella che in questi anni ha ‘regnato’ lungo il litorale romano. Lo ha deciso la seconda Corte d’appello di Roma che ha fatto cadere anche l’aggravante del metodo mafioso, condannando alla fine dieci persone e assolvendone altre otto nel processo che chiamava in causa le famiglie Fasciani e Triassi.

Dopo tre ore di riunione in camera di consiglio la Corte ha confermato l’assoluzione dei fratelli Vito e Vincenzo Triassi che, secondo il procuratore generale Giancarlo Amato rischiavano la condanna a 15 anni ciascuno. Naturalmente ridotte poi le condanne inflitte in primo grado. In particolare la pena più alta è toccata a Carmine Fasciani che ha avuto oggi 10 anni mentre in primo grado aveva avuto 28 anni.

Ed ecco le altre condanne: 6 anni e 6 mesi di reclusione per la moglie di Carmine Fasciani, Silvia Bartoli (in primo grado 16 anni e 9 mesi). Ridotta anche le condanne alle figlie di Fasciani, Sabrina ha avuto 5 anni e 4 mesi anzichè 25 e 10 mesi per il primo grado, mentre la sorella Azzurra che in primo grado è stata condannata a 11 anni ha avuto oggi 4 anni e 10 mesi.

Condanna anche per Alessandro Fasciani a 4 anni e mezzo che in primo grado ne aveva avuti 26, 5 anni e 8 mesi rispetto ai 17 di primo grado per Terenzio Fasciani fratello di Carmine. Quattro anni e mezzo sono stati inflitti a Riccardo

Sibio e Gilberto Colabella (in primo grado hanno avuto 25 anni e 3 mesi e 13 anni). Identica condanna anche per Luciano Bitti mentre 5 anni e 8 mesi sono stati inflitti a Gilberto Inno. Sono stati invece assolti Nazareno Fasciani fratello di don Carmine, Ennio Ciolli, Fabio Guarino, Danilo Anselmi, Mirko Mazzoni ed Eugenio Ferramo.

Confermata la confisca dei beni della famiglia Fasciani ad eccezione del ristorante “Al Contadino non far sapere” di Ostia Antica.

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