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15 giu

Roma, sequestro di beni per 11 milioni di euro a imprenditore di Nettuno

Operazione “Domus Aurea”, maxi sequestro al boss: sigilli a beni immobiliari per 11 milioni di euro. Un blitz, quello dei Finanzieri del comando Provinciale di Roma insieme alle Fiamme Gialle di Nettuno, che ha scoperchiato un altro vaso di Pandora tra truffe, speculazioni immobiliari e illeciti fiscali che coinvolgerebbero una banda di 13 persone. A capo, il boss e imprenditore di Nettuno Fernando Mancini, romano di 44 anni, già agli arresti domiciliari per reati analoghi. Da quanto è emerso durante le indagini infatti era proprio Mancini a tenere le fila di ingenti truffe ai danni di imprese e all’evasione fiscale per importi milionari, i cui proventi erano reinvestiti in imprese edilizie ed attività turistiche che venivano intestate artificiosamente a società costituite ad hoc e a “teste di legno”.

Da questa mattina però sono scattati i sigilli tra la capitale e il comune di Nettuno con il decreto emesso, ai sensi della normativa antimafia, dalla Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Roma su richiesta della Procura della Repubblica di Velletri. Nello specifico, le Fiamme Gialle hanno sequestrato 3 macchine di lusso, 19 conti bancari, quote di maggioranza di 12 società, un lussuoso stabilimento balneare, una rivendita di sigarette e ben 109 unità immobiliari, tra cui una villa di circa 400 metri quadrati con piscina. Ancora, 38 appartamenti, 44 immobili tra magazzini e garage, 8 capannoni industriali e 18 terreni: “In particolare le truffe” spiegano i finanzieri “si realizzavano con l’emissione di assegni non solvibili o cambiali mai onorate.

Sono servite al Mancini per l’ammodernamento di un lussuoso stabilimento balneare andato distrutto in un incendio, nonché per la costruzione, a Nettuno, di 5 palazzine di alloggi residenziali, per un totale di oltre cento unità immobiliari. Le società fittizie” sottolineano : “erano anche servite all’ottenimento di indebiti vantaggi fiscali essendo funzionali ad un giro di fatture per operazioni inesistenti di oltre 2,4 milioni di euro, che ha consentito di evadere l’IVA per oltre 500.000 euro”.

Gli accertamenti successivi hanno evidenziato, oltre all’elevato tenore di vita non giustificabile con i redditi dichiarati al Fisco sia per Mancini che per i componenti del suo nucleo familiare, la sua folgorante carriera criminale che, attualmente agli arresti domiciliari, è risultato dedito ad attività delittuose fin dalla maggiore età, rimanendo coinvolto in 26 procedimenti penali, molti dei quali per vicende di bancarotta fraudolenta e di frode fiscale.

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