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22 feb

Roma, sgominata “banda delle colf”: 9 arresti per traffico internazionale droga

Arrestati dai carabinieri di Roma Trionfale 9 filippini, molti dei quali collaboratori domestici di professionisti e imprenditori romani, ritenuti responsabili – secondo le indagini dei carabinieri di Roma Trionfale coordinati e diretti dalla Direzione Distrettuale Antimafia – dei reati di associazione per delinquere finalizzata al traffico internazionale di sostanze stupefacenti e spaccio. L’indagine, avviata nel mese di marzo 2016, ha già portato all’arresto di altre 6 persone, in flagranza di reato, e al recupero di più di due chili di shaboo, che ha costituito un sequestro record in Italia e uno dei più importanti in Europa per questo particolare tipo di sostanza stupefacente, che avrebbero fruttato più di un milione di euro.

L’attività investigativa dei carabinieri ha consentito di ricostruire l’organigramma dell’associazione criminale, dal piccolo spacciatore nella Capitale fino al cartello nelle Filippine che inviava la sostanza stupefacente in Italia con voli di linea: da Milano veniva trasportata a Roma da alcuni appartenenti all’organizzazione che poi rifornivano i pusher per la vendita al dettaglio a domicilio o lungo le strade. La sostanza stupefacente shaboo, che essendo inodore non viene rilevata dal fiuto dei cani antidroga, giungeva in Italia in bustine di plastica avvolte nella carta carbone, per eludere i controlli aeroportuali ai raggi x, e messe all’interno di confezioni di carne in scatola, perfettamente sigillate.

La frangia romana dell’organizzazione criminale aveva al vertice una donna filippina di 52 anni. Il cartello filippino si occupava di procacciare la sostanza stupefacente, inviarla in Italia monitorandone lo spaccio, ricevere il denaro provento della vendita al dettaglio, indicare agli associati in Italia nuovi canali con i quali mandare i soldi per nasconderne i flussi, assicurare adeguata tutela legale e giudiziaria agli associati.

Sono stati inoltre individuati flussi di denaro da e per le Filippine tramite i circuiti di “money transfer”, dove venivano effettuati versamenti grazie all’utilizzo di documenti forniti da prestanomi compiacenti. Lo shaboo si è diffuso in Italia nella comunità filippina ma oggi sempre più consumatori sono anche italiani che si sono avvicinati a questa droga per i suoi forti effetti, cui segue una costante e forte dipendenza.

Il prezzo di un grammo di shaboo varia tra i 350 ai 450 euro e per una dose singola ne bastano solo 100 milligrammi (0,100 grammi). Altri termini con cui viene identificata questa droga sono “ice”, “shabu” (in uso nelle filippine) e “crystal meth”. È la forma più pura della metanfetamina, in cristalli, solitamente limpidi, di d-metanfetamina cloridrato (che ricordano il ghiaccio e il sale grosso). È una droga proveniente dalle Filippine, ma è diffusa anche in Giappone e Corea. Viene generalmente fumata per mezzo di piccole pipette di vetro, ma può anche essere iniettata, masticata, assunta tramite la pelle o se ne possono respirare i vapori riscaldandola all’interno di un recipiente di vetro.

Allontanando la fonte di calore, la sostanza si solidifica e può essere riutilizzata per nuove assunzioni. L’effetto è eccitante come quello prodotto dalla cocaina, ma molto più lungo e intenso (dalle 8 alle 24 ore). Per questa caratteristica molti consumatori preferiscono questa sostanza alla cocaina. Provoca euforia,

eccitamento, abbassamento dei freni inibitori, innalzamento massimo del livello di attenzione associati a inappetenza, aumento del battito cardiaco e affanno. Così come per le anfetamine, lo shaboo può causare insufficienza renale e complicazioni cardiache. A livello psicologico si sono registrati, nei consumatori abituali, casi di marcata aggressività, allucinazioni, comportamenti violenti, paranoia e umore depresso dovuti all’instaurarsi di uno stato di dipendenza.

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