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15 mar

Roma, si dimette il presidente del Municipio VIII: “Mia maggioranza si comportava da opposizione”

Prima caduta grillina in città. Si tratta dell’VIII municipio, quello della Garbatella, che dopo soli nove mesi d’amministrazione M5S rimane senza presidente. In mattinata, infatti, Paolo Pace – a questo punto ex minisindaco – ha protocollato le sue dimissioni. “Era impossibile continuare in queste condizioni, con una maggioranza che si comportava costantemente da opposizione – spiega l’ex presidente municipale in una nota – controllando e criticando ogni atto della giunta prima ancora che venisse prodotto, effettuando veri e propri blitz negli uffici amministrativi e producendo così una indebita e inaccettabile ingerenza che ha provocato le reazioni dei dipendenti, che ringrazio per l’impegno profuso in questi mesi, e dei sindacati. A nulla sono serviti i continui tentativi di mediazione effettuati dal sottoscritto. Neppure le dimissioni rassegnate dal vice presidente sono state utili a dirimere i conflitti interni e ricomporre il gruppo. Proprio a seguito di tutte le azioni intentate per la soluzione del problema purtroppo senza esiti positivi, ho deciso di rassegnare le mie dimissioni da presidente, già nei giorni scorsi annunciate”.

Ma poi congelate durante l’ultimo week-end, dopo l’ennesimo intervento da parte del Comune di mettere un punto ai dissidi interni alla maggioranza pentastellata, aumentati dopo le discussioni sul tema dell’urbanistica e in particolare sulla riqualificazione degli Ex Mercati Generali. L’ultimo, in ordine di tempo, venerdì, quando i tre tutor – i consiglieri capitolini Maria Teresa Zotta, Carola Penna e Giuliano Pacetti – hanno incontrato la maggioranza M5S del municipio. A nulla sono valsi i tentativi di riappacificazione, tanto che stando a quanto raccontano alcuni mini-consiglieri, si sarebbe anche arrivati a urla e strattoni. Poi, a quel punto, il diktat da parte dei tre: “Dimettetevi in massa per evitare la gogna mediatica, altrimenti Pace avrà venti giorni per ripensarci”.

La risposta dei consiglieri – che lunedì hanno incontrato Pace per “colloqui individuali” e che poi la sera hanno stilato un documento con delle proposte da spedire a Pace a alla sindaca Raggi per consentire al municipio di proseguire serenamente – era stata categorica: “No”. Così, a distanza di meno di una settimana, arrivano le dimissioni di Pace, che avrà venti giorni per ripensarci: “Davanti

alla continua delegittimazione del sottoscritto e dei miei assessori, davanti alla impossibilità di ricomporre un rapporto umano e politico con l’ala dissidente, davanti ai continui tentativi di sabotare l’azione di cambiamento che stiamo portando avanti in Municipio, ho deciso come suddetto di protocollare le mia dimissioni affinché il caos provocato dai dissidenti in Municipio VIII non contagi anche le altre amministrazioni”, conclude l’ex minisindaco.

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