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17 feb

Roma, Soprintendente “120 giorni per decidere su vincolo ippodromo Tor di Valle”

Ci vorranno 120 giorni per decidere sul vincolo della soprintendenza per l’ippodromo di Tor di Valle. A entrare nel dettaglio è Margherita Eichberg, soprintendente Archeologia, Belle arti e Paesaggio per il Comune, che ha avviato la procedura sull’ippodromo che si trova nell’area individuata dell’As Roma per realizzare il nuovo stadio giallorosso.

La dirigente, all’agenzia Agi spiega: “La nostra è un’iniziativa a tutela di un bene culturale, l’ippodromo di Tor di Valle è una struttura importante per la storia dell’architettura, al momento è l’edificio in cemento armato con il maggiore sbalzo al mondo per tipologia strutturale. Il vincolo sulle tribune è l’unico atto veramente vincolante che possiamo emanare, e nel caso del vincolo diretto come bene culturale diventiamo determinanti”.

Il procedimento

Un atto che rappresenta a tutti gli effetti “l’avvio di un procedimento, che si conclude tra 120 giorni, i proponenti hanno 80 giorni per risponderci e potrebbero anche chiedere che il vincolo non venga apposto. Noi abbiamo avviato la procedura dopo aver consultato i comitati tecnico scientifici del Mibact. Poi formalmente il vincolo lo appone il segretario regionale del Mibact, sentita la commissione regionale per la tutela, dopo che avremo concluso la nostra istruttoria che deve concludersi entro 120 giorni”.

La tempistica della pratica

Quanto alla tempistica della pratica, che arriva dopo ventisei mesi dalla votazione in Assemblea Capitolina della delibera che concede pubblica utilità al progetto presentato dalla As Roma e dalla società Eurnova, la Eichberg puntualizza: “La delibera è stata approvata nonostante una serie di pareri che le due soprintendenze avevano dato, che avanzavano una serie di forti criticità in particolare sui grattacieli che sorgerebbero a fianco dell’impianto sportivo, che avrebbero dovuto determinare una modifica del progetto”.

L’istruttoria

Ora l’istruttoria, fa notare Eichberg “si è fatta più approfondita per il livello definitivo del progetto depositato. Il proponente non ha approfondito adeguatamente la valutazione sull’ippodromo sostenendo frettolosamente che è un edificio degradato e che ha problemi di adeguamento alla normativa antisismica. Le tribune risultano tutelate anche dal piano regolatore dal quale la previsione del progetto stadio comporterebbe la deroga”.

In più aggiunge l’architetto “I tecnici delle commissioni ritengono che sarebbe interessante confrontarsi al livello di normativa antisismica su come adeguare una struttura in cemento armato”.

I proponenti: “avvieremo azioni a tutela”

Ma

in serata i proponenti del nuovo stadio della Roma, sul possibile vincolo ribattono: “Non possiamo esimerci dall’evidenziare come sia particolarmente singolare la tempistica di questo parere emesso dalla Soprintendenza e certamente avvieremo ogni possibile azione a tutela del nostro progetto, di tutti gli investitori e pubblici azionisti della As Roma e naturalmente di tutti i tifosi che in queste ore non comprendono iniziative talmente intempestive da apparire quantomeno ostili”.

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