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14 mar

Roma, Spalletti e la rimonta: ”Sarà una grande serata”. In arrivo Pallotta: ”Non ho nulla da dirgli”

ROMA – Mentre a Londra James Pallotta – che giovedì assisterà alla sfida contro il Lione dalla Tribuna Monte Mario – sta ridisegnando le destinazione future del club giallorosso, un’impresa ardua, ma non impossibile attenderà nelle prossime ore la sua squadra. Ribaltare il 4-2 dell’andata degli ottavi di Europa League è l’obiettivo di tutti. Da Spalletti al tycoon di Boston: “Non ho da dirgli niente, soltanto da ascoltare”, le parole del tecnico toscano nella conferenza stampa alla vigilia del match contro i francesi. Una gara complicata sia per il pesante parziale della scorsa settimana, sia per alcune situazione legate ad alcune problematiche fisiche (è il caso di Bruno Peres ed Emerson Palmieri). Nessun timore, però, per quanto riguarda l’approccio: “Sono convinto che faremo la partita, diventando le stelle della serata. Sento che abbiamo il 60% di possibilità di passare il turno”.

PALLOTTA RIDISEGNA LA ROMA. SPALLETTI: “NULLA DA DIRE, LO ASCOLTERO'” – In attesa di sbarcare nella capitale nelle prossime ore – con l’obiettivo primario di fornire sostegno alla squadra ma, soprattutto, per affrontare le delicate situazioni relative al rinnovo contrattuale di Spalletti, e del nuovo progetto dello stadio – James Pallotta è a Londra. In compagnia di Franco Baldini – attualmente consulente esterno della società giallorossa – il numero uno della Roma valuterà con il ds del Siviglia Monchi (che sarà chiamato a dare credito, e non poco, alle pressanti avance del Real Madrid) i possibili scenari di programmazione tecnica della sua squadra. Discorsi che, inevitabilmente, andranno a ricadere anche sul futuro di Luciano Spalletti: “Lo saluterò in maniera cordiale – le parole del tecnico in conferenza stampa – non avrò niente di particolare da dire, soltanto da ascoltare. Mi sembra corretto che un presidente abbia qualcosa da dire all’allenatore a cui ha affidato una squadra importante. Di mio devo soltanto portare a casa i risultati, sperando siano buoni anche per lui”.

“NON VAGHEREMO PER IL CAMPO, QUALIFICAZIONE ALLA PORTATA” – Sarebbe bastato evitare il gol subito nei minuti di recupero per gestire la sfida di ritorno con margini di maggiore tranquillità. Per l’allenatore della Roma, però, ripensare agli errori commessi giovedì scorso è un esercizio utile soltanto per non commetterne di ulteriori: “Ho visto cose fatte bene nella gara d’andata, quelle fatte male – dice Spalletti dalla sala stampa di Trigoria – si analizzano per comportarci diversamente, come abbiamo fatto nel primo tempo. Abbiamo il doppio desiderio di vincere e passare il turno: non vagheremo in giro per il campo”. Dopo aver conquistato i tre punti a Palermo, recuperando brillantezza mentale e permettendo ad alcuni titolari di tirare il fiato, Spalletti assicura di aver riscontrato energie vibranti all’interno del suo spogliatoio: “Riconosco maturazione alla squadra, e non ho mai visto dubbi dentro al gruppo: ci sarà bisogno di dare qualcosa in più, non commettendo errori di valutazione nella partita a causa del penalizzante risultato dell’andata. Anche se avessimo perso per 1-0 sarebbe stata la stessa cosa: l’obiettivo è a portata di mano”. Centrarlo davanti agli occhi del suo presidente – in arrivo nella capitale nelle prossime ore – sarebbe un obiettivo ancor più appetibile dopo la complicata relazione comunicativa (a distanza) intercorsa tra i due negli ultimi giorni:

“QUALIFICAZIONE APERTA: 60% DI POSSIBILITA'” – Per farlo, proverà a capire fino agli ultimi momenti della vigilia la possibilità di schierare in campo Bruno Peres (problemi al flessore sinistro) e Palmieri (che ha accusato disturbi al tendine del quadricipite della coscia sinistra): “Se Emerson non può giocare non si convoca”. Aggrapparsi ai numeri del reparto offensivo della sua squadra, dunque, risulta la chiave più incisiva per provare a centrare la qualificazione: “La nostra priorità – conclude Spalletti – sarà quella di intercettare le loro verticalizzazioni rapide, visto che proveremo ad imporre un ritmo alto sin da subito. Senza, però, perdere mai di vista l’ordine e l’equilibrio. Entrambe le squadre hanno a disposizione giocatori forti nei rispettivi reparti d’attacco. Dobbiamo uscire senza rimpianti – aggiunge l’allenatore giallorosso – e fare la gara senza timore. Il risultato dell’andata, ormai, è archiviato: mi aspetto che i miei non ci badino e sono estremamente convinto che faremo la partita, diventando le stelle della serata. La qualificazione resta aperta, sono convintissimo che dentro la partita riusciremo a ragionare, respirare e fare ciò che richiederà il corso dei 90 minuti. E sento che abbiamo il 60% di possibilità di passare, per il valore dei miei ragazzi”.



DZEKO: “GARA CHE DIRA’ CHI SIAMO VERAMENTE” –
La richiesta della sfida è semplice: segnare due gol più degli avversari. Inevitabile, dunque, che il peso maggiore delle responsabilità ricadrà, ancora una volta, sulle spalle di Edin Dzeko: “Tutti dicono che siamo una squadra forte e anche io la penso così – dice il bosniaco in conferenza stampa – ma dobbiamo dimostrarlo in campo perché sarà una di quelle gare che può davvero dire chi siamo. Dovremo concentrarci di più sulle situazioni inattive, come in occasione del primo gol subito. Loro nella ripresa sono stati molto aggressivi, come è necessario fare dal canto nostro: soltanto così possiamo qualificarci”. Ancora vuota la Curva Sud per la nota protesta dei gruppi organizzati; procede a rilento, invece, la vendita libera negli altri settori dell’Olimpico: “Per noi sarebbe più facile giocare con lo stadio pieno – ammette l’attaccante – contro il Lione abbiamo trovato un pubblico che ha aiutato la propria squadra a ribaltare lo svantaggio. Posso soltanto dire che abbiamo bisogno dei nostri supporter”. Così come la Roma ha bisogno dei suoi gol: “Ancora ci sono due mesi da giocare, posso ancora migliorare a livello personale, sia come contributo alla squadra: forse – dice scherzando Dzeko – non sono ancora così cattivo come vorrebbe il mister, ma ho sempre avuto fiducia in me stesso, anche quando ho fatto meno bene, come nella passata stagione. Non voglio guardarmi indietro, però, ma dare il massimo per aiutare la squadra, che ha bisogno di me”. Un bisogno di rimonta, analogo a quello del Barcellona alla vigilia della sfida di Champions contro il PSG. E certamente meno complicato in termini di risultato e di valore dell’avversario: “Tutto è possibile nel calcio. Quando ero al Manchester City abbiamo vinto la nostra prima Premier, dopo 44 anni, negli ultimi 3 minuti dell’ultima partita: al 91esimo – conclude Dzeko – eravamo sotto di un gol, poi abbiamo ribaltato il risultato. Il calcio è così. Io ci credo sempre”. Con la consapevolezza che, questa volta, un 3-2 non sarebbe sufficiente.

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