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30 mar

Roma, Spalletti si aggrappa alla Lazio: ”Senza titoli me ne vado”

ROMA – “Se non vinco, non rimango. E vincere, per me, significa vincere un titolo”. Luciano Spalletti, incalzato in conferenza stampa sul suo futuro alla viglia di Roma-Empoli, ribadisce di non aver intenzione di restare sulla panchina giallorossa qualora la squadra, a fine stagione, non alzi al cielo alcun trofeo: decisivo a questo punto il ritorno della semifinale di Coppa Italia contro la Lazio, in programma martedì prossimo.

“TOTTI UGUALE A TUTTI GLI ALTRI” – Guai però a sottovalutare l’Empoli, la società che ha lanciato Spalletti nel grande calcio. “Penso a Roma-Empoli – confessa l’allenatore toscano -, non al derby, è il miglior modo per preparare al meglio l’altra partita, anche se può sembrare più importante nel confronto tra le due squadre. Ma il modo per preparare bene il derby è vincere con l’Empoli”. A disposizione di Spalletti ci sarà anche Totti: “Francesco può giocare diverse partite, dipende dal tipo di partita, dal risultato, dal momento che attraversa. Come tutti gli altri giocatori lo considero dentro la squadra, allo stesso livello degli altri, poi faccio le mie considerazioni come ho sempre fatto”.

DIFFICILE IL RECUPERO DI DE ROSSI – Se Totti sarà regolarmente arruolabile, Spalletti, già alle prese con la squalifica di Strootman, dovrà fare i conti con le condizioni non ottime di De Rossi: “Oggi cammina un po’ meglio ma è difficile che sia a disposizione. Gli altri invece si sono allenati bene ieri, sono fiducioso, anche se ci sarà da valutare bene perché hanno fatto fatica. Grenier titolare? E’ stato fermo per qualche giorno, ma è una possibilità che può essere presa in considerazione”. La certezza è invece il ritorno dei tifosi in Curva Sud dopo la rimozione delle barriere: “Ogni qualvolta il gioco sarà fermo mi volterò verso la Sud per gustarmela, perché mi è mancata molto”. Una battuta anche su Napoli-Juventus: “Ho molti difetti però ho anche una dote: non gufo e non metto il malocchio addosso a nessuno. Io penso a fare il mio e se posso andrò al San Paolo a godermi una partita di grandissimo livello”.

“MONCHI? IL MIO DS E’ MASSARA” – In settimana si è parlato con insistenza del probabile arrivo del nuovo direttore sportivo, Ramon Rodriguez Verdejo meglio conosciuto come Monchi, dopo il suo addio al Siviglia. Ma Spalletti preferisce glissare: “Ne ho sentito parlare, mi dicono che è un grande professionista ma l’ho letto soprattutto sui giornali. Per noi il futuro è la partita di sabato, il mio ds è Ricky Massara e bisogna avere rispetto per quelli che hanno lavorato bene. Ho avuto due direttori, come Sabatini e Massara, e quest’ultimo è una persona squisita, con una qualità di intendere di calcio che, secondo me, mancherà alla Roma qualora fosse dispersa”. Sulla sua cena con il presidente Pallotta: “Abbiamo parlato di tante cose, per me è stata l’occasione di dirgli di persona quanto detto a voi (ai cronisti, ndr). Quel che mi ha detto bisogna chiederlo a lui, non sono uno spione”.

MONCHI: “NON HO DECISO COSA FARE” – E proprio Monchi tiene i tifosi della Roma con il fiato sospeso. L’ormai ex ds del Siviglia, in occasione della conferenza stampa di addio alla società andalusa tenuta assieme al presidente Castro, ha parlato del suo futuro senza confermare ancora il matrimonio con il club giallorosso: “Non ho firmato niente con nessuno, anche se è vero che la Roma è la squadra che ha mostrato maggior interesse verso di me – ha precisato Ramon Rodriguez Verdejo (questo il suo nome per esteso, ndr) -. Per ora non c’è nessun accordo, nessun contratto triennale. Sono stato a Londra e mi scuso pubblicamente. Ho ascoltato il loro progetto, niente di più. Non c’è solo la Roma interessata a me e devo ancora studiare attentamente dove andare”. Il presidente del Siviglia, invece, ha fatto chiarezza sulla clausola rescissoria di 5 milioni di euro previsti nel contratto del ds in caso di addio anticipato: “Non ci sarà bisogno, Monchi si è pagato la clausola con il suo lavoro. Il nostro contratto con lui è semplicemente risolto a partire da ora”.

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