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23 giu

Roma, “Stop alla laurea formato festino. La Sapienza non è la Curva Sud”

Bottiglie rotte, fumogeni, petardi, fischietti. Alla facoltà di Scienze politiche dell’università Sapienza, racconta la preside Raffaella Messinetti, ogni laurea si trasforma in una baraonda, ogni festeggiamento in Champions League, ogni schiera di amici e parenti in Curva Sud. Tanto che, dopo decine di episodi, la preside ha deciso di inviare una mail ai laureandi e ai dottorandi: stop alle sedute di laurea e possibile intervento della polizia con eventuali identificazioni e denunce per interruzione di pubblico servizio se continueranno i “comportamenti contrari a quanto un’istituzione universitaria possa tollerare”. Durante gli esami conclusivi del percorso di studi, infatti, si legge nella mail, vengono “introdotti in facoltà e nel chiostro bevande, cibi, coriandoli, trombe, fischietti” e amici e parenti si mettono a “urlare, bivaccare, fischiare, applaudire in modo scomposto”. L’episodio più grave qualche settimana fa quando sono stati esplosi due petardi nel corridoio del piano terra: è arrivata la polizia e “quello che doveva essere un giorno di festa – racconta la preside – si è trasformato in un brutto giorno”.

“Purtroppo – spiega Messinetti – abbiamo dovuto ricordare che si tratta di un esame che avviene all’università. I festeggiamenti non posso impedire la regolare prosecuzione di lezioni, esami, altre sessioni di laurea, sportelli, segreterie. In ballo c’è il decoro delle istituzioni universitarie. Spesso, inoltre, i comportamenti che accompagnano i diplomi mettono a rischio la sicurezza delle persone: le bevande rovesciate a terra insieme ai coriandoli creano una mistura infernale”. Anche nella sede di via Salaria i presidenti dei corsi di laurea hanno dovuto ribadire le norme di decoro. “E non vale solo per Scienze politiche o Comunicazione – sottolinea il rettore Eugenio Gaudio – Noi capiamo i ragazzi perché siamo stati tutti studenti ma si deve aver riguardo per le strutture pubbliche. Credo che la Messinetti abbia trovato una forma garbata per frenare gli eccessi. Da parte nostra non c’è alcun intento repressivo”.

Alcuni studenti dell’assemblea Lur però replicano: “Condanniamo l’intervento della polizia nell’Ateneo e vogliamo sottolineare che i disagi si creano anche perché la nostra facoltà da anni è concentrata su un unico piano a causa di un cantiere infinito”. Per trovare una mediazione allo studio ci sono nuove idee per le lauree. Dal prossimo anno, almeno per le triennali, l’intenzione

è quella di separare in due date distinte l’esame vero e proprio dalla proclamazione. Una “Giornata del laureato” ispirata alla “Graduation cerimony” da telefilm durante la quale gli studenti americani lanciano in aria il tocco. Altrimenti, conclude Messinetti, “i festeggiamenti, essendo fatti privati, dovranno svolgersi presso le strutture adibite a ciò (bar, parchi all’aperto) e non vicino le aule in cui si svolgono lezioni”.

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