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27 giu

Roma, strisce blu, record di evasione: un buco da 2,3 milioni

Ci sono i quasi 80 milioni di perdite registrati nel 2015, i mancati incassi per 9,3 milioni di euro sulla vendita dei biglietti e le migliaia di chilometri previsti e mai percorsi dalle metro A e B. Ma nell’ultimo bilancio Atac consegnato in Campidoglio si apre anche il capitolo delle strisce blu e dei parcheggi. Anche sulla sosta tariffata la municipalizzata dei trasporti dovrà interrogarsi sul passato per modificare il proprio futuro. Nel 2014 gli incassi sfioravano i 29 milioni, mentre nel 2015 si sono attestati sui 26,6 milioni. Perché nel giro di 12 mesi l’azienda di via Prenestina ha incassato 2,3 milioni di euro in meno? Per analizzare il risultato nel dettaglio, bisogna spacchettare il dato.

Si parte dalle strisce blu e dai parcometri a monete. Le entrate sono passate dai 20,9 milioni del 2014 ai 19.8 del 2015. Oltre un milione di euro è sparito nel nulla nonostante l’aumento dell’1,3 per cento delle sanzioni elevate dagli ausiliari del traffico. Nel 2014 erano 459 mila, un anno dopo sono aumentate fino a toccare quota 466 mila. In picchiata anche i titoli prepagati: i “grattini” per la sosta tariffata e i voucher cartacei da 4 o da 70 euro nel 2014 hanno garantito un’entrata da 5,6 milioni di euro ad Atac. Nel 2015 ne sono stati venduti per soli 4,5 milioni. Terza e ultima voce, anche questa in flessione, è quella dei parcheggi di scambio. In un anno gli introiti garantiti dai 15.388 posteggi suddivisi su 36 strutture sono calati di circa 100 mila euro.

Lecito chiedersi quali siano i motivi del flop. Nella relazione che accompagna il bilancio, l’azienda cita la sentenza con cui il Tar del Lazio lo scorso anno ha annullato la delibera della giunta Marino che rivedeva al rialzo le tariffe per le strisce blu. La decisione ha causato un “periodo di sospensione dell’attività” di due mesi: nel marzo e nell’aprile del 2015, gli ausiliari del traffico sono stati tolti dalle strade e trasferiti nelle stazioni metro. L’evasione e la sosta selvaggia, poi, hanno fatto il resto.

Per uscire dall’impasse, Atac ha già messo in campo una batteria di app per smartphone che permettono di posteggiare entro le strisce blu pagando solo i minuti effettivi di sosta. Continua, poi, il riposizionamento e il rinnovo dei parcometri: la loro nuova localizzazione dovrebbe garantire una migliore copertura del territorio nei quartieri “ad alta redditività”. Sui parcheggi di scambio, invece, Atac attende un maxi-rimborso dal ministero delle Infrastrutture. In 16 delle 36 strutture è in corso un intervento

da 5,2 milioni per ammodernare impianti di accesso e sistemi di videosorveglianza e realizzare una sola centrale operativa. L’esborso, a carico del Mit, ha finito per gravare sulle casse dell’azienda trasporti: “Il ritardo dei trasferimenti – si legge nella relazione – ha determinato il rallentamento nell’esecuzione dei lavori. Atac è intervenuta anticipando alla ditta appaltatrice le somme dovute per i lavori”. Dovrebbero concludersi in questi giorni.

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