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2 mag

Roma, “Sulla banda larga andiamo avanti da soli: verso intesa con Acea”

In attesa dei bandi del governo per posare i nuovi cavi ottici nelle zone a fallimento di mercato con l’utilizzo dei fondi Ue la banda ultralarga sta iniziando a correre grazie agli investimenti privati, su tutti quelli di Telecom Italia: i cantieri a marchio Tim stanno infatti registrando un’accelerazione. “Su Roma abbiamo collegato in fibra l’87% degli armadi – spiega Massimiliano Caputi, responsabile Access Operation Roma di Tim – Su 6.700 nel mancano meno di 700 e soprattutto per piccoli problemi procedurali. Il nostro piano prevede di coprire il 50% dell’1,2 milioni di unità immobiliari romane entro il 2018 con la tecnologia Fttc, fino agli armadi, appunto, che ci consentirà di portare un’offerta fino a 100 mega. A fine anno avremo cablato 3 mila armadi”.

E fuori Roma?

“A fine 2015 avevamo aggredito 33 comuni in regione. Nel 2016 abbiamo in programma altri 40 comuni, tra cui alcuni importanti perché sono capoluoghi di importanti distretti produttivi, da Civitavecchia, con il suo porto, a Sora, da Fiumicino a Tivoli, Monterotondo, Latina e Aprilia. Qui, sempre in Fttc, porteremo connessioni fino a 30 mega”.

E per la fibra fino in casa degli utenti?

“Qui siamo partiti in 6 delle circa 100 “aree di centrale” in cui è articolata la nostra rete a Roma. E in altre tre stiamo per partire. Diciamo che in termini di quartieri stiamo lavorando su Prati, Belle Arti, Tuscolana, Cinecittà e San Basilio. Dobbiamo cablarne almeno 50 e quindi ora accelereremo nel portare la fibra fin dentro i palazzi, fino al punto da cui partono i cavi verticali che salgono fin nelle singole abitazioni”.

Trovate ancora resistenza da parte dei condomini?

“Sempre meno, anzi, iniziamo a ricevere addirittura dei solleciti e delle richieste. E’ accaduto ad esempio in un quartiere come Prati, dove c’è un 30-40% di clientela business, tra artigiani e professionisti”.

Gli iter burocratici per aprire i cantieri sono ancora esasperanti? Avete provato ad utilizzare i cavidotti elettrici dell’Acea, come la nuova legge rende possibile, anzi, quasi obbligatorio?

“Le nostre esperienze in tutta Italia ci dicono che a Roma e nel Lazio la situazione

degli iter è abbastanza regolare. Tutto avviene in tempi accettabili. Quanto all’utilizzo delle infrastrutture delle utility, stiamo vagliando con il Comune la possibilità di usare i cavidotti dell’illuminazione pubblica e abbiamo colloqui avanzati con Acea per esplorare le possibili sinergie. Se ne vedranno i frutti nei prossimi mesi. Per ora abbiamo cablato 15 mila unità immobiliari, ma ora dovremo andare molto più in fretta”.

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