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28 set

Roma, tensioni per sgombero abitazione abusiva a Colosseo: 16 arresti. C’è anche Di Stefano di Casapound

Ore di tensione e lo sgombero di un’occupazione nel centro di Roma. La polizia locale si è presentata di mattina in via del Colosseo 73, uno stabile di proprietà del Comune occupato da mesi da due famiglie e da militanti di CasaPound, l’organizzazione neofascista che ha il suo quartier generale all’Esquilino. L’operazione si è conclusa con 16 arresti tra questi anche Simone Di Stefano, vicepresidente dell’organizzazione di estrema destra.

Circa sessanta agenti dello Spe e del nucleo Politiche abitative, dopo aver fermato e ammanettato due militanti davanti al portone, hanno fatto irruzione nella palazzina. “Nello stabile – si legge nel comunicato stampa della municipale – erano presenti numerose persone che hanno ostacolato l’intervento degli agenti dapprima dalle finestre, gettando in strada masserizie e suppellettili e lanciando verso gli operanti farina, olio, uova, conserve di pomodori e altri materiali”.

Per entrare nel palazzo, gli agenti, guidati dal Comandante generale Diego Porta, dal vice Antonio Di Maggio, dal dirigente Maurizio Maggi e aiutati dagli uomini della Questura, “hanno dovuto forzare le numerose barriere che gli occupanti avevano frapposto per impedire l’accesso alla tromba delle scale. Si sono verificati numerosi danneggiamenti: è stato necessario l’intervento dei vigili del fuoco per raggiungere il terrazzo, poiché gli occupanti avevano distrutto la relativa scala di accesso”.

Dopo la tensione, le operazioni di sgombero si sono concluse. Alcuni vigili hanno avuto bisogno di essere medicati presso l’ospedale mentre gli attivisti hanno protestato per le modalità di azione degli agenti. Sedici occupanti sono stati arrestati per resistenza, danneggiamenti e lesioni e sono piantonati presso il Comando Generale. Tra loro anche Simone Di Stefano, vicepresidente di CasaPound ed ex candidato sindaco. Fermato in un primo momento per le riprese video, durante un acceso intervento degli agenti, anche Davide Di Stefano, fratello di Simone, recentemente noto per aver partecipato alle rivolte anti-immigrati a Casale San Nicola (episodio per cui era finito ai domiciliari) e per rovesciato un bicchiere di Coca Cola su alcuni fumetti ironici dedicati al Duce durante la passata edizione di Romics.

Concluso lo sgombero una ventina di militanti di CasaPound si è spostata in Campidoglio per manifestare contro il sindaco Virginia Raggi: “Siamo qui – hanno spiegato – per

chiedere conto alle istituzioni di quanto accaduto. Il Campidoglio deve farsi carico di questa situazione di emergenza abitativa, non si può gestire la vicenda con la forza pubblica, senza proporre nessuna soluzione”. Secondo quanto riferisce l’organizzazione gli sgomberati sono “una anziana donna affetta da diabete e con problemi di deambulazione, e una famiglia di 4 persone, con genitori disoccupati e due figli, di cui uno minore con problemi di salute”.

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