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25 lug

Roma, topi in laboratori di gastronomia a Trastevere. La Asl chiude il locale

Topi, sgomberi ed evasioni. Sono giorni movimentati, quelli di ieri e oggi, per la polizia locale di Roma Capitale, che in questi giorni si divide tra tutela della salute dei cittadini e al contrasto dell’evasione dei tributi locali. Questa mattina gli uomini del Gruppo I Trevi e l’ufficio tecnico del municipio I sono intervenuti per rimuovere un dehor abusivo — una grande struttura fissa con tre ombrelloni, 20 tavoli, 36 sedie, 12 fioriere e 13 pannelli in ferro per le chiusure laterali — in via Garibaldi 8/9, tra Monteverde Vecchio e Trastevere.

“Dopo un complicato iter per la definizione degli atti esecutivi, oggi finalmente interveniamo rispetto ad una occupazione più volte segnalata dai cittadini e dai Consiglieri di zona”, spiega la presidente del I municipio, Sabrina Alfonsi, presente alle operazioni di rimozione insieme all’assessore Tatiana Campioni e al consigliere Stefano Marin. “Pur essendo titolare di una concessione per l’occupazione di suolo pubblico, il gestore del ristorante da anni aveva smesso di pagare il relativo canone di concessione, tanto da accumulare un debito nei confronti dell’Amministrazione per oltre 50.000 euro, e rendere di fatto l’occupazione di suolo pubblico abusiva per morosità. L’intervento nei confronti di questo esercizio non finisce oggi. C’è in piedi anche un altro procedimento relativo ad una canna fumaria illegale, e presto rimuoveremo anche quella” conclude la Presidente.

Non meno movimentata la giornata di ieri: gli agenti del comando generale, con l’ausilio del personale della Asl, sono stati in numerosi locali di somministrazione tra Trastevere e Monteverde Vecchio – qui, in via Luciano Manara – dove hanno scoperto tre laboratori di gastronomia trasformati in somministrazione. Una di queste attività aveva addirittura realizzato un deposito alimentare. Pessime le condizioni igieniche in un’altra attività, dove è stato necessario l’intervento degli ispettori della Asl, che hanno trovato non solo sporcizia accumulata da diverso tempo, ma anche feci di topo, con tanto di trappole posizionate dai titolari nella speranza

di debellare il problema. Questa mattina la Asl ha notificato il decreto di chiusura. Un’altra attività controllata era invece sprovvista della canna fumaria, così gli agenti sono stati costretti ad avviare il procedimento per la cessazione dell’attività di cottura. Il totale di evasione, a conti fatti, è stato di 8533 euro: 4784,47 di Tari, 1394,55 di Cosap (canone occupazione di spazi ed aree pubbliche), 2354,93 di Cip (canone iniziative pubblicitarie).

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