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26 feb

Roma, Totti: “Di Francesco punto fermo, faremo un gran finale di stagione”

ROMA – Il momento complicato della Roma (“speravo non ci fossero tutte queste difficoltà ma sono sicuro che ci risolleveremo e faremo un gran finale di stagione”), la posizione di Di Francesco (“che sosterremo fino alla fine perché è un punto fermo della nostra società”), il viaggio di Monchi a Boston (“è andato a parlare col presidente Pallotta di altre cose, non certo dell’allenatore”) e la cura per liberarsi da tutti i ‘malì (“lasciare fuori le voci dall’esterno e unirsi tra giocatori, società e mister”). Francesco Totti, da Montecarlo dove stasera sarà premiato ai Laureus Sport Award in qualità di ambasciatore, torna a far sentire la sua voce nel momento più complicato della stagione giallorossa e indica, senza troppi giri di parole, la strada per uscire dalla crisi: “C’è una sola medicina per risolvere questa situazione, essere uniti e andare avanti con un unico obiettivo: arrivare il più lontano possibile in Champions e in campionato. Roma è una piazza molto particolare, ambiziosa, che vuole il massimo da tutti i giocatori e ora sta a loro tirare fuori quello che hanno dentro e fare le cose più semplici possibili, solo così riesci a ribaltare le situazioni più complicate”.

“CREDIAMO IN DI FRA” – Lo storico capitano giallorosso si mostra ottimista sul proseguo di stagione (“Ci giocheremo fino alla fine l’ingresso in Champions con Lazio ed Inter, quindi speriamo di non fare altri passi falsi”), cerca di spronare Dzeko e Schick (“Edin è un giocatore che lo scorso anno ha fatto 40 gol, quest’anno 14 o 15. Per le occasioni create potrebbe farne molti di più ma questo è il calcio, un attaccante sbaglia, e lui saprà riprendersi la scena. Patrick è un giovane promettente che sarà il futuro della Roma”), ma soprattutto ci tiene a far sentire la propria vicinanza a Di Francesco, in questi giorni finito sul banco degli imputati per gioco e risultati della squadra: “Noi come società crediamo fortemente in lui. Nell’arco di una stagione gli alti e bassi ci possono sempre essere, alla Roma purtroppo, questi problemi escono quando meno te lo aspetti. Non credo sia preoccupato, gli siamo vicini in tutto e per tutto e cercherà di risollevare questa squadra. Venivamo da tre vittorie in campionato (Verona, Benevento, Udinese ndr.), c’è stato un piccolo passo falso in Champions e una brutta sconfitta col Milan, ma non è una situazione così critica. Ora si parla solo di questo e cercheremo di cambiare rotta. Il viaggio di Monchi? E’ andato a Boston per parlare con Pallotta di altre cose e non penso che parleranno di Di Francesco”.

“SCUDETTO? JUVE MONOTONA, SPERO NAPOLI” – Detto che Totti preferisce non tornare sul capitolo Spalletti (“E’ una storia chiusa, non ci voglio più entrare”), si sente più libero parlando di campionato (“Scudetto? Spero vinca il Napoli. Tra loro e la Juve sarebbe più carino che lo vincesse il Napoli, anche perché la Juve altrimenti diventa monotona. Ogni 20 anni c’è qualcuno che vince, a noi è toccato quasi 20 anni fa…”) e del prossimo Mondiale (“credo possa vincere il Brasile”). Ultime battute sull’amico Buffon e sul possibile ritiro a fine stagione: “E’ una decisione che spetta a lui. Ci avrà pensato e se proseguirà vorrà dire che starà bene fisicamente. Se vuole proseguire ben venga, è giusto che giocatori di questo calibro vadano avanti, anche se appena farà un errore si dirà che è troppo vecchio… Paura di smettere? Io l’ho avuta: lasciavo la mia vita, ora cercherò di ambientarmi il prima possibile per capire cosa farò da grande, anche se l’ho già capito”.

NAINGGOLAN – In un momento così delicato torna a parlare anche Radja Nainggolan che in Belgio a Sportmagazine.be oltre a lanciare un messaggio al ct. Martinez (“merito il Mondiale perché non sono un piantagrane e non ho mai avuto problemi con gli altri giocatori”) ribadisce, ancora una volta, il suo amore per Roma e per la Roma: “Sarei potuto andare al Chelsea, così come in altre squadre, ma cambiare cultura e stile di vita non fa per me. Preferisco rimanere dove mi sento bene perché per giocare bene devi essere felice e vivere bene, qui ho entrambe le cose, tutto è perfetto. La mia famiglia sta bene a Roma, ci sono ristoranti buoni ed è bello fare shopping. Nel mio futuro mi vedo a Roma, penso di restare a vivere qui”. Una scelta di vita e di cuore, un po’ come quella che fece Francesco Totti: “Lui è ancora nello spogliatoio – dice il belga – . Ho un ottimo rapporto con lui, siamo simili. Quando sono arrivato qui, il mio sguardo si è posato su di lui, era ancora Dio a Roma ma penso di avergli fatto subito una buona impressione. E’ uno che dice subito quello che pensa e non si prende troppo sul serio, proprio come me”.

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