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2 giu

Roma, tra sfiducia e speranza: ecco il voto “frammentato” dei cattolici

“La gente è sfiduciata dalla politica e dai politici. E i candidati al Campidoglio non suscitano grandi attese”. E’ perplesso lo sguardo con cui il mondo cattolico romano guarda all’appuntamento elettorale del dopo 5 giugno. Dalla Caritas alle Acli, dalle parrocchie ai vertici diocesani, il giudizio gira sempre intorno a “sfiducia, delusione, amarezza”. Indicazioni di voto naturalmente non se ne danno, anche perché, rispetto al passato, l’elettorato cattolico ormai è “frammentato”, si ragiona negli ambienti dell’associazionismo e del volontariato (Azione cattolica, Acli,Comunità di S.Egidio…).

Le associazioni

Grandi nomi cattolici nelle liste non ce ne sono. A parte la disponibilità data da Paolo Ciani, uno dei leader storici della Comunità di Sant’Egidio a entrare come tecnico in una eventuale giunta Giachetti. Tace il Vicariato. Il cardinale vicario Agostino Vallini – parlando all’emittente della Cei Tv2000 – si è limitato a augurarsi che “il nuovo sindaco pensi veramente al bene comune” e che “governi con coscienza e spirito di servizio vicino ai cittadini e ai più bisognosi”. Nella Lettera alla Città di Roma scritta dopo la caduta di Ignazio Marino, aveva chiesto “ai futuri amministratori una riscossa morale“. Invito fatto proprio dal direttore della Caritas diocesana monsignor Enrico Feroci, che però avverte: “Tra la gente emerge una grossa sfiducia verso la politica e i candidati”. E, per questo, spera che “arrivi un sindaco che sappia recuperare la fiducia di Roma, che non pensi a sé stesso, ma che sia orgoglioso di essere la guida di una città unica nel suo genere, piena di storia, di cultura, ma anche di un volontariato vivo, sempre pronto ad aiutare i più deboli”.

Le parrocchie

La squadra dei candidati sindaci non sembra abbia fatta breccia nelle parrocchie. “Tra i miei parrocchiani c’è sconcerto e disorientamento, non sanno a chi votare”, confida infatti padre Pietro Ferrari, parroco dell’Assunzione di Maria. Stessi sentimenti alla parrocchia di Dio Padre Misericordioso, a Tor Tre Teste, dove anche il parroco don Federico Corrubolo parla di “indifferenza totale della gente per questo voto amministrativo e la speranza di un riscatto è ancora meno”. Alla parrocchia di Gesù Buon Pastore (Ardeatino), il parroco don Vincenzo Marras, si augura che “la Misericordia che ci arriva da Dio possa toccare anche laici e non credenti, perché c’è tanto bisogno di gesti misericordiosi, non solo tra i credenti”. Don Vittorio Trani, cappellano del carcere di Regina Coeli, si augura che “finalmente dal Campidoglio possa nascere una attenzione anche verso i carcerati, “un tema finora ignorato dal Campidoglio”, e chiede che almeno il voto possa premiare chi se ne farà carico, “specialmente per il reinserimento sociale di chi esce dal carcere”. Quanto al nuovo sindaco, don Trani chiede arrivino “gesti di sacralità per le istituzioni pubbliche” “più attenzione per chi vive nel disagio” e “più organizzazione nei servizi pubblici”. Di “confusione e sfiducia tra la gente” parla anche don Carmine Petrilli, 12 anni parroco a Tor Vergata, che boccia anche i “nuovi politici, figure che non ispirano”. “Uno dei principali timori è quello di dare la fiducia a chi non la merita”, spiega suor Maria Rita Falco, delle Figlie di Nostra Signora Misericordiosa, pur avvertendo che “generalizzare è sbagliato” e che “ci saranno pure persone in grado di pensare al bene comune tra i candidati, basta solo cercarli”.

Le Acli

Le Acli di Roma, con la presidente Lidia Borzì, scrivono una lettera “al prossimo sindaco della Capitale” nella quale – oltre a parlare di “orgoglio ferito della città” – formulano una proposta operativa con cui “realizzare il bene comune” attraverso tre

punti: la creazione di un Albo cittadino della “buone pratiche sociali” (centri accoglienza, mense, iniziative sociali…); realizzazione di un’Anagrafe delle fragilità sociali (anziani soli, malati, assistenza…); e promozione di un’alleanza per “il lavoro decente” (nuovi impieghi, contrasto della disoccupazione, promozione operative…) attraverso una alleanza tra sindacati, organizzazioni come le stesse Acli, imprese, scuola, istituzioni.

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