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14 feb

Roma, trapianti di rene tra coppie incompatibili: prima volta in Italia

Pieno successo per quella che è un’autentica prima volta in Italia: eseguiti dal policlinico universitario Gemelli e dall’ospedale San Camillo di Roma due trapianti di rene fra pazienti incompatibili. Interventi effettuati in modalità crociata e con tecnica AB0 cosiddetta incompatibile, che consente di “ripulire” il sangue del ricevente evitandone il rigetto dell’organo.

La tecnica, che prevede nel trapianto crociato la contemporanea desensibilizzazione di un donatore di rene con gruppo AB0 incompatibile, è stata impiegata per la prima volta, grazie anche al coordinamento con il Centro regionale Trapianti del Lazio e Ares 118. A due mesi dall’intervento i due donatori e i due riceventi godono tutti di ottima salute.

“Per risolvere le incompatibilità – che possono impedire di donare un rene a una persona cara con insufficienza renale cronica in dialisi – abbiamo a disposizione due tecniche”, spiegano Franco Citterio, a capo dell’equipe chirurgica dell’Unità operativa trapianti di rene del Gemelli, e Massimo Iappelli, del dipartimento interaziendale Trapianti Poit del San Camillo – il trapianto crociato e il trapianto con desensibilizzazione AB0″.

“Nel trapianto con modalità crociata vi sono due coppie AB e CD dove ciascun donatore vuole donare un rene al proprio ricevente, ma ciò non è possibile perché in una coppia il donatore A ha anticorpi contro il ricevente B, ma non contro il ricevente D, e nell’altra coppia il donatore C ha anticorpi contro il ricevente D, ma non contro il ricevente B. Si può procedere quindi al trapianto con lo scambio di coppia”. In questo caso il donatore A dona al ricevente D e il donatore C dona al ricevente B.

Nel caso in questione il gruppo sanguigno del donatore A non era compatibile con quello del ricevente D e quindi non era possibile effettuare lo scambio, ma lo scambio è stato reso possibile desensibilizzando il ricevente

D, cioè rimuovendo dal suo sangue gli anticorpi contro il gruppo sanguigno del donatore A.

“Abbiamo dunque, per la prima volta in Italia, abbinato due diverse tecniche per risolvere una complessa rete di incompatibilità – proseguono i chirurghi – il trapianto crociato e la desensibilizzazione AB0. Sinora le due tecniche sono state considerate alternative e non complementari. Questi due trapianti non sarebbero stati possibili altrimenti”, sottolineano.

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