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27 mar

Roma, triplicati i casi di morbillo nel Lazio: in tre mesi sono più del 2016

In meno di tre mesi i casi di morbillo, nel Lazio, sono stati tre volte più numerosi rispetto a tutto il 2016. E a essere contagiati sono stati soprattutto giovani e adulti: persone tra i 15 e i 39 anni, per lo più non vaccinate. E tra loro non mancano neppure medici e infermieri. Un aumento registrato dal Servizio regionale per la sorveglianza delle malattie infettive (Seresmi), che ha quindi inviato una circolare lunedì pomeriggio a tutti i responsabili di ospedali, Asl, Irccs, centri vaccinali e, per conoscenza, ai sindacati medici, nella quale sono contenute anche le indicazioni per la sorveglianza e il controllo dell’infezione.

I casi nel Lazio. Dall’analisi preliminare delle segnalazioni pervenute al Servizio regionale, nel periodo che va dal 1 gennaio al 19 marzo 2017, “sono stati segnalati 312 casi rispetto ai 107 complessivi segnalati nel corso del 2016. La classe di età più rappresentata è quella dei giovani adulti (15-39 anni), corrispondente al 61,5% dei casi. Fra le segnalazioni si registrano 27 casi (8,7%) in operatori sanitari. Delle 221 segnalazioni di cui si conosce lo stato vaccinale, l’89,6% non risulta vaccinato”. Il servizio regionale sottolinea che “il 31,4% delle segnalazioni ha presentato almeno una complicanza: insufficienza respiratoria, epatite, trombocitopenia ed encefalopatia”. Questo aumento dei casi, si sottolinea dalla Regione,” trova conferma a livello europeo”.

Le raccomandazioni sanitarie. Tra le raccomandazione del Servizio regionale, quella ai medici di segnalare tempestivamente (entro 12 ore) i casi sospetti alla Asl. In particolare ai medici di famiglia e ai pediatri si raccomanda di limitare il ricorso al pronto soccorso ai soli casi con segni di complicanze, mentre le persone con febbre e rush vanno visitate nella loro abitazioni. Alle strutture sanitarie, invece, si raccomanda di fornire materiale

informativo e di approntare aree e percorsi dedicati.

Il vaccino. Il Seresmi ricorda poi che “la vaccinazione efficace nella profilassi post-esposizione a un caso di morbillo, se eseguita entro 72 ore dal contatto; si raccomanda quindi di eseguire, per ogni caso di morbillo segnalato, la ricerca dei contatti suscettibili e la loro vaccinazione entro 72 ore secondo le indicazioni del Piano regionale prevenzione vaccinale attualmente in vigore”.

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