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17 mag

Roma, Tronca saluta i dirigenti: “Ho rotto la cupola di vetro della corruzione”

“Spero di lasciare segnali di impegno di una buona amministrazione su molti problemi che i romani credevano senza soluzione. Invece possono essere risolti. La bellissima eredità che posso lasciare è aver rotto la cupola di vetro della corruzione che sembrava inscalfibile. Invece con qualche martellata sta venendo giù”. Francesco Paolo Tronca, il commissario straordinario di Roma saluta così i dirigenti comunali radunati per un corso di aggiornamento. Preludio probabilmente al prossimo commiato, fra un mese, quando al suo posto in Campidoglio, arriverà il nuovo sindaco dopo quasi nove mesi di commissariamento del Comune.

“L’impegno alla trasparenza che rivedo in voi sarà l’eredità che l’amministrazione straordinaria potrà lasciare – dice davanti alla platea dei colletti bianchi – ed è bellissimo poter essere orgogliosi di un’amministrazione che spezza le catene dell’opacità per instaurare un nuovo rapporto con i cittadini”. La speranza spiega “è quella di lasciare dei segnali di impegno, di buona amministrazione; dei segnali relativi al fatto che molti problemi che i romani vedono senza soluzione possono invece essere risolti con impegno, serietà, trasparenza e un forte coraggio istituzionale”.

Parla di corruzione il commissario straordinario. E dopo lo scandalo di Mafia capitale non poteva essere altrimenti se seduti davanti a lui ci sono quelli che guidano la macchina amministrativa. Impiegati che incoraggia. A lavorare bene e a non lasciarsi schiacciare dal sentire comune. “I romani avvertono forte il senso della corruzione, a livello epidermico: da un recente sondaggio sulla qualità della vita viene avvertito subito dopo la sporcizia come male dominante, addirittura più forte della criminalità”. Per questo continua: “dobbiamo riflettere sul perchè questo tema sia diventato così importante: probabilmente la coscienza del cittadino si sta aprendo verso una consapevolezza diversa, e certe cose sono diventate inaccettabili.

Intanto, in

questi 30 giorni che ancora restano, promette alla città un ultimo regalo legato alla cultura. Nel frattempo, continuerà a lavorare ad una relazione di fine mandato “che conterrà quello che ha trovato a palazzo senatorio”. Sarà una sorta di testamento, un bilancio con con i risultati raggiunti, i percorsi intrapresi. Sarà insomma il primo libro che il nuovo sindaco si troverà sulla scrivania entrando vittorioso nella stanza con vista sui Fori.

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