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19 ago

Roma, turista americano precipita dalla finestra del B&B e muore

È caduto dal quarto piano di un B&B in via dei Vascellari, un volo di dieci metri e poi l’impatto tremendo con una Volkswagen Polo parcheggiata di sotto. Si è conclusa nel peggiore dei modi la vacanza di un texano di 29 anni, morto a Roma nella notte tra venerdì e sabato. L’arrivo tempestivo dell’ambulanza non è servito a nulla, quando i medici del pronto intervento lo hanno soccorso il giovane era già morto. Molto probabilmente è stata la fine di una serata passata a divertirsi e ad alzare troppo il gomito tra i locali di Trastevere. “Non l’abbiamo mai visto così ubriaco”, hanno spiegato gli amici in lacrime alla polizia.

La procura vuole comunque vederci chiaro. Certo la pista dell’incidente dovuta ad un abuso di alcolici è per gli inquirenti verosimile. Gli investigatori pensano anche al pub crawl, il tour tra i locali del centro fino ad ubriacarsi. Però si vogliono verificare anche altre ipotesi: dal suicidio fino a quella più terribile dell’omicidio o di una scommessa con gli amici finita malissimo.

Per questo motivo il pubblico ministero Vincenzo Barba ha aperto un fascicolo e ha dato l’incarico al medico legale di effettuare l’autopsia. La relazione sarà consegnata tra 40 giorni, tuttavia dai primi rilievi, non emergerebbero lividi sulle braccia o nel collo. Questo escluderebbe una lite furibonda con gli amici degenerata con un volo dalla finestra. Ognuno di loro, tra l’altro, disponeva di una camera all’interno del bed and breakfast.

Scioccati i residenti e chi lavora in zona. In molti, sabato mattina, passando per via dei Vascellari, hanno visto sull’asfalto le tracce indelebili dell’incidente. “Il corpo non c’era più. Ma l’Ama non era ancora intervenuta, è stato orribile vedere tutto quel sangue”, spiega un barista di un locale della zona.

Il dramma della morte del turista texano ripropone il tema della movida alcolica dell’estate romana che spesso travolge giovani americani. L’esempio più recente è quello di Beau Solomon, lo studente della John Cabot University spinto da un punkabbestia nel Tevere dalla banchina sotto ponte Garibaldi nella notte tra il 30 giugno e il primo luglio del 2016. E ancora Andrew Mogni, 20 anni, anche lui studente alla John Cabot, deceduto nell’aprile 2015 in ospedale a Chicago dopo essere precipitato sulla banchina del lungotevere dei Vallati nel corso di un pub crawl per i locali del centro.

L’anno precedente era stata la volta di John Durkin, 21 anni, travolto

e ucciso da un treno in periferia: aveva bevuto in un pub a Campo de’ Fiori, dal quale si era poi allontanato da solo per tornare nel suo alloggio (frequentava il Trinity College), ma aveva sbagliato strada ed era finito sui binari. E ancora altri due giovani morti nel 2013 e nel 2012, Andrew Keith Carr e Han Kwang Kee (di origini coreane), precipitati dai parapetti del lungotevere dei Tebaldi e di Tor di Nona. Il secondo indossava una maglietta con la scritta “Pub Crawl”.

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