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30 ott

Roma, umiliazioni e botte all’asilo: insegnante condannata a tre anni

Non solo gli schiaffi e le tirate di capelli. I bambini della sezione F dell’asilo comunale San Romano, in via di Portonaccio, hanno subito umiliazioni come pulire la propria pipì o restare bagnati dopo essersela fatta addosso. Il tribunale ha stabilito che autrice delle condotte vessatorie è la loro ex maestra, Franca Mattei. L’insegnante è stata condannata a 3 anni e 4 mesi di reclusione per l’accusa di maltrattamenti aggravati. La maestra era finita ai domiciliari nel febbraio 2013, quando le immagini delle videocamere installate di nascosto dalla procura, all’interno della scuola materna, avevano mostrato quello che succedeva in quella classe: ingiurie, tirate di capelli e strattoni da parte della docente nei confronti dei bimbi, tutti dai 2 anni e mezzo ai 6. Oltre agli ordini umilianti, come costringere i piccoli a picchiarsi a vicenda per punizione o gli insulti, quali “zozzo, scemo, sudicione, schifoso, bastardo”.

Insieme a lei il giudice ha condannato anche la direttrice della scuola d’infanzia, Maria Rosaria Citti. La pena è di 2 anni e 6 mesi di reclusione. Anche lei è accusata di maltrattamenti in concorso dal pm Eugenio Albamonte, titolare delle indagini. Non per aver contribuito a vessare i bambini, ma perché aveva l’obbligo giuridico di controllare sulle azioni della maestra e non lo avrebbe fatto; nonostante le voci sul comportamento inadeguato dell’insegnante le fossero arrivate all’orecchio, perché “segnalatole dal personale docente e non della scuola”.

Il giudice ha disposto nei confronti dell’insegnante anche l’interdizione per cinque anni dai pubblici uffici. E ha dichiarato il Comune di Roma responsabile civile, in solido, con le imputate. A sua volta, però, il Campidoglio è anche parte civile per l’inadempimento contrattuale e i danni d’immagini procurate dalle imputate. I danni verranno stabiliti in sede civile. Intanto le provvisionali ammontano a poco meno di 30mila euro.

“Sentenza molto dura. Siamo rimasti colpiti per la severità. Prendiamo atto e aspettiamo le motivazioni per fare appello – ha detto l’avvocato Susanna Carraro, difensore dell’insegnante – dai filmati non si vede violenza ma un tipo di insegnamento non al passo

con i tempi. C’è un clima di normalità. Inoltre non c’è stata nemmeno una denuncia da parte dei genitori dei bambini”.

“Siamo sconcertati perché il processo non aveva dimostrato appigli per la condanna. Avevamo dimostrato l’estraneità della Citti – ha detto l’avvocato Michele Monaco – la mia assistita è una persona che ha fatto tutto quello che doveva fare. Non ha omesso assolutamente nulla”.

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