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20 feb

Roma, un prete in corsa per Ostia: “Me lo hanno chiesto i fedeli”

Un prete per il decimo Municipio. L’annuncio della candidatura di don Franco De Donno alle prossime elezioni del parroco di Santa Monica, sacerdote dal 1971 e vicario della chiesa dal 1981, è arrivato ieri a sorpresa. E così al termine del commissariamento, deciso nel 2013 dopo lo scioglimento dell’amministrazione per mafia, ci sarà anche il suo nome in corsa per il palazzetto di via Claudio: “Non sarò né con i partiti di destra né di sinistra. Sto costituendo una lista civica autonoma”, precisa don Franco.

Anche se sono ancora lunghi i tempi perché si arrivi al voto. Al prefetto Domenico Vulpiani infatti è stato prorogato l’incarico fino al prossimo agosto. Ma intanto il parroco ha già avviato le pratiche per la richiesta della sospensione dell’esercizio del ministero sacerdotale. Un atto dovuto per potersi presentare alle elezioni: “Il prossimo, la legalità e la giustizia sociale saranno i punti principali del nostro programma”.

“Questo territorio è abbandonato a se stesso da due anni. Non ero favorevole alla proroga del commissariamento e ora sono pronto a scendere in campo per amministrare Ostia dalla parte delle persone”. Una sfida per il parroco che da oltre 20 anni è anche responsabile della Caritas di Ostia. L’idea della candidatura sarebbe arrivata proprio dai volontari e dai parrocchiani che lo seguono da tempo: “Abbiamo affrontato molti dibattiti sulla mafia e sullo scioglimento del municipio. Sono stati i fedeli e ivolontari a suggerirmi la candidatura. Un passo importante certo, a cui sono pronto per mettermi al servizio del prossimo”.

E mentre Ostia si prepara a voltare una delle pagine

più buie della sua storia politica, don De Donno sta costituendo la sua squadra: “Al mio fianco ci saranno giovani consiglieri e assessori che saranno le figure tecniche di riferimento. Dovranno essere competenti e conoscere la macchina amministrativa. Ma sui nomi non c’è ancora nulla di deciso”.

Di certo c’è invece che dovrà rinunciare all’abito talare per indossare, qualora vincesse le elezioni, quelli di mini sindaco del X municipio.

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