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15 nov

Roma, venerdì camera ardente per Cranio Randagio. La madre: “Funerali privati”

Niente funerali pubblici ma un ultimo saluto alla camera ardente e poi “una grande festa con tanto casino”. L’addio a Cranio Randagio, all’anagrafe Vittorio Bos Andrei, il giovane rapper morto nella notte tra l’11 e il 12 novembre in casa di due amici alla Balduina dopo una serata, sarà in forma strettamente privata. Così ha deciso la sua famiglia: la mamma Carlotta, i fratelli Sergio e Giovanni. Sarà però allestita la cameria mortuaria all’ospedale Gemelli, dalle 11 alle 17 di venerdì 18 settembre. Sarà lì che, chi vorrà, potrà salutare il musicista che avrebbe compiuto 22 anni a dicembre.

Ad annunciarlo è stata, in un post apparso sul suo profilo Facebook, la madre del ragazzo che ha voluto firmarsi “Mamma Randagia”. Sotto a una foto in bianco e nero del figlio, piccolo e sorridente, la signora Mattiello ha scritto: “Buongiorno! È qui che colgo intanto l’occasione per ringraziare tutti coloro che da ogni parte e in ogni forma stanno raggiungendo il mio cuore e quello dei miei figli Vittorio, Sergio e Giovanni. Chi volesse salutare Vittorio Bos Andrei, in arte Cranio Randagio, lo potrà fare presso la camera mortuaria dell’Ospedale Gemelli di Roma dalle ore 11 alle 17 di venerdì 18 novembre. I funerali si svolgeranno in data da destinarsi in forma strettamente privata. Vi preghiamo di rispettare questa volontà. Per amore di Vittorio e di tutti coloro che lo amano vi promettiamo che ci sarà presto occasione di ritrovarci tutti in una “grande festa con tanto casino” in suo onore, come lui avrebbe desiderato. Con amore”. Sulla stessa pagina la madre di Vittorio ha pubblicato anche diverse foto che ritraggono il figlio e tutta la sua famiglia.


Ed è sempre su Facebook che invece “i ragazzi del cinema America”, stretti amici del fratello del rapper e animatori prima dell’occupazione della sala di Trastevere per salvarla dalla demolizione e poi di proiezioni per i giovani in tutta la città, hanno scritto un lungo e duro post sulla morte di Vittorio. Un atto di accusa verso chi, ora indagato dalla Procura, avrebbe chiamato in ritardo i soccorsi e non ha avvisato del malore del figlio la signora Mattiello, come lei stessa ha raccontato. “In quella casa – dicono i ragazzi dell’America – non c’erano amici di Vittorio”.

“Noi, se Vittorio Andrei ci fosse morto davanti avremmo subito chiamato Mamma Carlotta” inizia il post che prosegue con una sorta di racconto scritto in prima persona, come se l’autore fosse stato lì, la notte in cui Cranio Randagio è morto, e fosse riuscito a salvarlo chiamando prima i soccorsi e poi la madre del ragazzo.

“Sono ad una festa – si legge – siamo solo maschi, abbiamo bevuto, fumato, mangiato e scherzato, la mattina mi sveglio e vedo che Vitto sta poco bene, è pallido in viso, si accascia all’improvviso davanti a me, non l’ho mai visto così in 21 anni. Sono spaventato, ho paura, corro al telefono e chiamo l’ambulanza, poi attacco senza concludere e chiamo subito Mamma Carlotta (…) Sul tavolo c’è di tutto, dai CD di Vitto, all’alcol a qualche botta di troppo data durante la notte, ecco che entra anche la Polizia, mi bloccano e mi portano via, io non guardo il tavolo, non me ne frega un cazzo di me e di cosa stanno trovando in casa, io penso a Vitto e me ne vado in lacrime per non aver capito che aveva superato il limite (…) A sera scopro che Vitto si è salvato, avremo tutti problemi per ciò che hanno trovato dentro casa, ma io sono felice e del resto non me ne frega niente, perché Vitto è vivo ed è con Mamma Carlotta ed i suoi fratelli”.

Poi il racconto cambia tono e torna alla realtà: “Peccato

che quando Vitto si è accasciato a terra alle 14 circa, l’ambulanza è stata chiamata solo alle 15.05 e a Mamma Carlotta che chiamava e chiamava nessuno ha mai risposto, né prima né dopo”. “Facciamo chiarezza – conclude il post – Vitto non era un tossico dipendente, era uno come noi, era il fratello di uno di noi e quella mattina in casa di Pierfrancesco Bonolis, non c’erano amici, c’erano solo codardi, finalmente da oggi indagati”.

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