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25 set

Roma, via Marsala: il grande imbuto di Termini

Il fastidioso rumore del clacson dalle prime ore del mattino e fino a tarda sera, cantieri abbandonati che occupano mezza carreggiata, il via vai di turisti e pendolari che cercano di attraversare nonostante i semafori siano il più delle volte spenti, le automobili in doppia fila. E la conseguente rabbia di chi, davanti a questo caos, ci lavora tutto l’anno o ci passa quotidianamente per raggiungere ufficio, scuola, università.

Siamo a via Marsala, la strada che costeggia la stazione Termini, uno degli “ingorghi” di Roma ed ennesima “brutta cartolina” del cuore della Città Eterna, distante pochi minuti a piedi da musei, monumenti e vie dello shopping.

Così brutta che i dipendenti dello storico Caffè Trombetta, che dal lontano 1890 “sorveglia” l’ingresso del principale nodo ferroviario della città, si vergognano quando «i turisti che scendono dal Leonardo Express e arrivano qui per il primo caffè italiano del loro soggiorno rimangono sconcertati dal vedere il caos di questa strada, in una zona di Roma che più centrale non ce n’è. E fanno anche le foto per documentare che siamo carenti di servizi e infrastrutture per chi viene a visitare la Capitale. Noi abbassiamo la testa, ormai facciamo finta di non vedere, ma ci piange il cuore davanti a certe scene».

Scorrendo le “picture” dei turisti, la panoramica di via Marsala appare piuttosto chiara: dalle 7.30 del mattino e fino a sera inoltrata è impossibile non trovare fila e impiegare meno di 15-20 minuti a percorrere la via. I semafori sono quasi sempre spenti e i pedoni hanno grandi difficoltà ad attraversare, specie quelli con i trolley di grandi dimensioni che si incastrano nelle buche della strada groviera. I cantieri, a detta dei commercianti della via, sono abbandonati da un mese e al loro interno è tutto un cumulo di immondizia e calcinacci. L’immissione dei taxi sulla via non è regolata da un semaforo e ogni volta che parte un’auto bianca si crea ulteriore traffico. I bus riescono a passare per un pelo, districandosi tra i motorini parcheggiati che sporgono troppo e le transenne che separano dai lavori. Ancora: la sosta selvaggia di chi si ferma per accompagnare o andare a prendere amici e parenti a Termini non è stata scoraggiata dalla seconda fase di riqualificazione del nodo ferroviario, voluta dall’allora commissario Francesco Paolo Tronca, riqualificazione che tra le altre cose ha comportato il restringimento dei marciapiedi, l’allargamento della carreggiata, lo spostamento delle fermate dei pullman per gli aeroporti (che ora sono dall’altro lato della stazione) e quello dei parcheggi per i motorini.

A questo si aggiunge l’inciviltà degli automobilisti, che quando trovano un “buco” tra i posti dedicati alle due ruote, pensano bene di parcheggiare lì, rendendo impossibile il tragitto ai bus panoramici come a quelli Atac, che a volte sono stati costretti anche a deviare percorso fino alla rimozione del mezzo. «Penso di non aver mai alzato

lo sguardo e aver visto via Marsala libera dal traffico». A parlare sono le dipendenti della libreria Don Bosco, dalle cui vetrine si legge la gigante scritta “Roma Termini”. «Clacson, traffico, manifestazioni, cantieri infiniti e abbandonati: ormai non ci sono più parole». E anche dal municipio I la presidente Sabrina Alfonsi, che continua a ricevere segnalazioni da cittadini, vuole vederci chiaro: «Non è accettabile questo ritardo ».

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