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25 nov

Roma, violenza sulle donne: Raggi assente al corteo promette nuovi centri

ERA stato il primo impegno di Virginia Raggi, davanti alle donne della rete “Io decido” che manifestavano in Campidoglio: “I centri antiviolenza non chiuderanno e nascerà uno sportello in ogni municipio”. Ora dal Campidoglio arriva un’altra promessa: “Nel 2017 – fanno sapere gli assessori al Sociale e al Bilancio, Laura Baldassarre e Andrea Mazzillo – saranno aperti tre nuovi centri grazie a fondi europei “. Non sono ancora 15, tanti quanti i municipi romani, ma sarebbe comunque una buona notizia nella regione al secondo posto in Italia per numero di femminicidi. Più di 60 le donne uccise, quasi sempre dai loro uomini, nei primi mesi di quest’anno. Numeri della vergogna che si aggiungono a botte, minacce, discriminazioni sul lavoro, stalking: un caso ogni due giorni a Roma, denuncia “Differenza donna”. Gli ultimi due proprio ieri finiti con l’arresto di un 19enne che perseguitava l’ex fidanzatina solo perché l’aveva lasciato e di un 27enne che aveva sequestrato una ragazza per avviarla alla prostituzione.

Per il resto poco è cambiato: manca ancora un delegato alle Pari opportunità, chiesto a gran voce da Sinistra italiana; i 300mila euro stralciati nell’assestamento di bilancio di luglio che tenevano in vita Sos Donna h24 a Grotta Perfetta non sono stati reinseriti, il servizio resta inattivo e le donne sono state prese in carico dal Colasanti-Lopez, dedicato alle vittime del massacro del Circeo del ’75. Questo, come la Casa per la semiautonomia e la Casa rifugio dei diritti umani delle donne, è stato riassegnato dal primo novembre via bando ma per soli sei mesi. A maggio sarà tutto da rifare. Assolei, a Trastevere, che dovrebbe sborsare mille euro al Comune perché finito nel calderone di “Affittopoli” spera che il Campidoglio chiuda in fretta il nuovo regolamento sul patrimonio destinato a sociale e cultura. Il Dalia, al Pigneto, ha ottenuto una proroga fino al 31 dicembre dal municipio M5s, ma il futuro è ancora da scrivere.

Roma, violenza sulle donne: Raggi assente al corteo promette nuovi centri
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Così, mentre una marea femminile e femminista si prepara a scendere in strada oggi alle 14 da piazza della Repubblica a San Giovanni nella manifestazione “Non una di meno”, Raggi, che ha confessato di essersi sentita “vittima di sessismo durante la campagna elettorale” non andrà al corteo perché ha preferito la marcia per il No organizzata sempre a Roma dai grillini. Ma ha annunciato le misure per contrastare la violenza: incremento delle tariffe rosa sui taxi, riduzione dei costi del car sharing, maggior collaborazione con le forze dell’ordine, un osservatorio contro le pubblicità sessiste, un bilancio di genere, la possibilità per il Comune di costituirsi

parte civile in tutti i processi per le vittime di violenza. Per le opposizioni “troppo poco”.

C’è spazio pure per i simboli: una sedia vuota ad ogni riunione di giunta capitolina o il Muro delle bambole con la prima opera dell’artista Mau Pal promossa dalla Regione che, da parte sua, ricorda di aver appena stanziato “un milione per nuove case rifugio, 600mila euro per la cultura di genere nelle scuole, 400mila euro per gli orfani dei femminicidi “.

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