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27 set

Roma-Viterbo, treni lumaca a 30 chilometri sul tratto urbano

Non fanno che aumentare, i problemi sulla ferrovia Roma-Viterbo. Dopo le polemiche legate alle incisioni sulle ruote, all’acciaio che sembra trasformarsi improvvisamente in burro e, più in generale, alla scarsa manutenzione che nel peggiore dei casi potrebbe portare a uno stop, da oggi – su disposizione del Direttore di esercizio Ferrovie, Giovanni Battista Nicastro – “per i materiali Firema la velocità massima consentita è di 60 chilometri orari su tutta la linea da Roma a Viterbo”, mentre “sulla tratta urbana sui deviatoi incontrati in corretto tracciato, la velocità massima consentita è di 30 chilometri orari”. “Parliamo di circa sei treni, o forse qualcosa in più, su un parco totale di 21 – spiega Carlo Tortorelli alias TreninoBlu, che raccoglie quotidianamente le avventure dei pendolari della linea – tutto ciò su una ferrovia che già di suo ha deficit strutturali e ora è ancora più rallentata. Consideriamo che sul tratto urbano la velocità massima consentita prima era di 80 chilomeri orari, una bella differenza”.

Intanto, dopo che la scorsa settimana in officina è rientrato un treno con un vistoso taglio sulle ruote (gli stessi cerchioni montati su un totale di 5 convogli), i tecnici Atac hanno iniziato a interrogarsi sulla tenuta dell’intera flotta e sulla possibilità di avviare un piano di manutenzione straordinaria. Perché, se il danno dovesse iniziare a presentarsi anche su altri vagoni e la manutenzione dovesse latitare, per i giganti di ferro che fanno la spola tra piazzale Flaminio e Viterbo ora rischia di salire il pericolo di un possibile sviamento dai binari.

Un’ipotesi che nessuno negli uffici di via Prenestina è pronto a prendere in considerazione. Nelle ultime ore, infatti, è partita la caccia alla soluzione. Atac ha contattato il produttore e dato inizio a test e verifiche con analisi a ultrasuoni. I primi esami sulle ruote hanno dato esito positivo, ma i controlli continueranno anche nei prossimi giorni e fino all’inizio della prossima settimana.

“Sui treni ci vanno le persone – ricorda il senatore Pd ed ex assessore ai Trasporti del Campidoglio Stefano Esposito – e va verificato se ci sia un problema di sicurezza. Quei treni vanno fermati e verificare se c’è un difetto di fabbricazione. Quella partita di ruote (circa 30 per treno per un totale di oltre 300 cerchioni, ndr) è stata acquistata con un appalto. Chiederò all’Anac di procedere a un’ispezione”.

Per Eugenio Stanziale, sindacalista Filt Cgil, il problema è generalizzato: “C’è un deficit di manutenzione che va risolto il prima possibile. Mancano pezzi di ricambio e operai, figure professionali che sono già in azienda e che vanno solo individuate per rimettere in moto una macchina al momento bloccata”. Il riferimento è alla prima ristrutturazione dei vertici Atac disposta dal nuovo amministratore

unico Manuel Fantasia. Ancora senza direttore generale, l’azienda sembra aver deciso di fare temporaneamente a meno anche della figura del capo del personale: “Il primo intervento di riassetto della struttura di vertice è particolarmente ‘originalè – spiega ancora Stanziale – e non può funzionare, in quanto evidentemente lacunoso nella descrizione di attività e responsabilità in posizioni gestionali fondamentali”.

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