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22 mag

RomArchè, una app per scoprire l’archeologia in periferia

Dalle Mura Aureliane al Raccordo Anulare, lungo le antiche arterie viarie romane, per scoprire l’archeologia di periferia. È “RomArché”, il progetto multimediale che diventerà un sito web e una app per smartphone, sfruttando la geolocalizzazione per creare delle mappe della città interattive che identificano i punti d’interesse più vicini alla posizione dell’utente e calcolano i percorsi per raggiungerli. L’attenzione sarà focalizzata su tre aree tematiche: le strade, gli acquedotti e le fontane, e infine la Roma sotterranea. A guidare cittadini e turisti, saranno le principali strade, dalla Prenestina all’Ardeatina, fino alla Portuense, costellate da tesori antichi spesso dimenticati, che diventeranno delle schede multimediali con foto e descrizioni scientifiche.

La partecipazione. Il progetto – nato in seno al mensile archeologico “Forma Urbis” e alla fondazione Dià Cultura – diventerà accessibile solo a novembre, con l’app e il sito in italiano e inglese, fruibili gratuitamente. Ma in realtà lo sviluppo è già partito da mesi, perché la mappatura è in fase avanzata e oggi si apre al dialogo con i cittadini, accogliendo suggerimenti e segnalazioni all’indirizzo mail ad hoc info@diacultura.org. Infatti, oltre ai segreti archeologici, gli itinerari proposti saranno delle vere e proprie guide ai rispettivi quartieri, segnalando gli indirizzi di osterie e ristoranti storici dove fermarsi per una pausa golosa, ma anche associazioni attive sul territorio, gallerie d’arte e musei, oltre a monumenti contemporanei e moderni.

Gli itinerari. «Così l’archeologia di periferia diventa una chiave per far conoscere, anche a chi li abita, quartieri spesso dimenticati – spiega Simona Sanchirico della fondazione Dià Cultura – e grazie al contributo dei fruitori “RomArché” diventerò un progetto in continuo divenire, aggiornabile in ogni momento anche dopo la sua messa online». Allora il tracciato protostorico delle attuali vie Prenestina e Casilina, inevitabilmente prende il via da Porta Maggiore e dalla sua Basilica Sotterranea, per poi toccare il mausoleo di Elena e le catacombe dei Santi Marcellino e Pietro, ma anche il parco archeologico di Centocelle e il sepolcro di largo Preneste, spesso oscurato alla vista dei passanti dal brulicare di traffico, pedoni e caos della piazza. «L’obiettivo è quindi unire il centro alle periferie attraverso passeggiate ricche di storia e cultura, ma in maniera non convenzionale, capace di guardare anche al presente e connetterlo al passato», continua Sanchirico, spiegando l’aggettivo del sottotitolo dato al progetto: “archeoguida inconsueta delle periferie di Roma”.

La rassegna. Ma la chiamata a raccolta degli appassionati di archeologia, già

da subito invitati a segnalare i tesori nascosti del proprio quartiere, coincide anche con la settima edizione del Salone dell’editoria archeologica, in programma dal 26 al 29 maggio nei suggestivi spazi delle Terme di Diocleziano. Qui decine di case editrici del settore saranno protagoniste in un calendario di rievocazioni storiche, mostre, visite guidate sperimentali, laboratori e performance, secondo il filo conduttore dell’edizione di quest’anno, dedicata al Tempo.

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