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13 mar

Sabaudia, mare negato ai disabili: condannato il comune. Dovrà installare passerelle

A Sabaudia, sul litorale dei vip che si estende all’ombra del promontorio del Circeo, a lungo i disabili sono stati discriminati. Il Comune non ha fatto nulla per garantire l’accesso in spiaggia a chi si trova costretto su una sedia a rotelle.

E l’indifferenza di anni dovrà ora essere cancellata nel giro di quattro mesi. Dunque prima della prossima stagione estiva. Il Tribunale di Latina, accogliendo il ricorso di Fabrizio Ghiro, uno dei disabili della “città delle dune” che da tempo sta dando battaglia contro il mare negato, e dell’associazione Luca Coscioni ha infatti ora accertato e dichiarato con un’apposita ordinanza del giudice civile Mariella Facchini la “natura discriminatoria del comportamento tenuto dal Comune” e imposto all’ente entro luglio di installare nuove passerelle comunali o di adeguare quelle esistenti affinché possano accedere all’arenile anche quanti si muovono su una carrozzella, di realizzare dei percorsi di accesso alla battigia, di predisporre ausili tecnici utili a consentire ai diversamente abili di entrare in acqua, di realizzare servizi igienici adeguati ai disabili, e di ordinare a chi gestisce chioschi e stabilimenti balneari di fare altrettanto. Il Comune è stato inoltre condannato a pagare le spese legali e a risarcire sia Ghiro che l’associazione Coscioni per il danno subito.

Fu proprio Fabrizio Ghiro quattro anni fa a protestare con forza quando, per l’ennesima volta, a Sabaudia veniva aperta una spiaggia per i cani, la bau beach, e continuarono ad essere mantenute barriere architettoniche che impedivano ai disabili di andare al mare. Il sindaco Maurizio Lucci, alla guida di una giunta di centrodestra e alle ultime elezioni regionali candidato con Sergio Pirozzi, continuò però a non fare nulla per rendere accessibile l’arenile a chi si trova su una sedia a rotelle. Un tema che lo scorso anno divenne anche argomento di campagna elettorale e che portò ad agosto l’attuale sindaca, la civica Giada Gervasi, a inaugurare un percorso sperimentale d’accesso alla spiaggia, con i disabili aiutati da alcuni volontari. Ghiro e l’associazione Coscioni non si sono arresi e dopo quattro anni di schermaglie nelle aule di giustizia si sono visti accogliere tutte le loro tesi.

Il Tribunale di Latina, con tanto di consulenza tecnica, ha appurato che il sindaco di Sabaudia, “pur impegnandosi pubblicamente non ha concretizzato alcun intervento” a favore dei diversamente abili e che nessuna passerella, sia comunale che delle strutture balneari a cui sono state rilasciate le concessioni, consente a chi è in carrozzella di raggiungere la spiaggia, nonostante alla base delle concessioni vi sia proprio l’obbligo di garantire tali servizi. Nessun percorso poi per arrivare fino alla battigia né strumenti utili ai disabili per entrare in acqua. Uno stabilimento balneare ha addirittura compiuto dei lavori per mettere a norma gli accessi senza eliminare le barriere architettoniche. Per il giudice Facchini, il Comune ha così “omesso qualunque attività di controllo sul rispetto delle norme a tutela dei disabili” e si è reso protagonista di una “persistente condotta omissiva”. Una forma di “discriminazione indiretta”. E ora

l’ordine di correre in fretta ai ripari. In quattro mesi.

Del resto anche le nuove regole dettate dalla Regione Lazio, alla base del nuovo piano di utilizzazione degli arenili, obbligano concessionari ed enti pubblici a rendere le spiagge fruibili ai disabili. La sentenza di Latina potrebbe così fare da apripista ad altri provvedimenti del genere per Comuni in cui i diritti di chi è più in difficoltà vengono sistematicamente ignorati.

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