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30 giu

Saldi, al via oggi a Roma. I suggerimenti per evitare fregature

Etichette bollenti e sconti: domani, sabato 2 luglio, come nel resto d’Italia, partono i saldi a Roma. A fare una prima stima di quanto si spenderà è l’Ufficio Studi Confcommercio: per ogni famiglia si prevedono in media 232 euro circa dedicati agli acquisti, per un totale di 3,6 miliardi. Stessa cifra per la Capitale. “Non ci aspettiamo l’assalto del primo giorno – confessa Giovanna Marchese Bellaroto, presidente di Cna Commercio Roma – la percezione dei saldi per i romani è cambiata gradualmente negli ultimi anni. I saldi sono distribuiti nel corso delle settimane e se ci sarà un assalto sarà semmai negli ultimi giorni, quando si cerca l’affare vero, anche a costo di rinunciare a un articolo specifico”. Che ormai non riguarda solo il campo dell’abbigliamento, ma anche elettronica e cartotecnica. Secondo l’Unione Nazionale dei Consumatori, quest’anno sarà record per i saldi estivi, con ribassi maggiori su indumenti (-23,7%), calzature (-21,4%) e accessori (-12,8%). Ma “complice il ponte del 29 giugno, per fare un primo bilancio bisognerà aspettare l’andamento delle prime due settimane”, aggiunge Marchese Bellaroto.

Il vademecum. Attenzione, però, alle truffe. Secondo il segretario dell’Unione Nazionale dei Consumatori, Massimiliano Dona, che denuncia l’abitudine di “ritoccare” i prezzi vecchi per far apparire l’acquisto più conveniente, “gli sconti raggiungono il primato per quanto riguarda i saldi estivi, ma sono inferiori rispetto a quelli invernali e decisamente più bassi rispetto a quelli sbandierati in vetrina. I ribassi del 50% o del 70%, insomma, non esistono, salvo talvolta nell’Alta Moda”.

Lo scontrino. Il Codacons consiglia sempre di tenerlo, perché i capi acquistati in saldo, ma scoperti difettosi, possono essere cambiati. Se il prodotto è finito, il cliente ha diritto alla restituzione del denaro (e non ad un buono). Leggenda metropolitana, quella che dice che il cambio va effettuato entro una settimana: per denunciare il difetto si hanno due mesi.

Le vendite. Devono essere di fine stagione e non rimanenze del magazzino. Il consiglio del Codacons è quello di stare alla larga dai negozi che fino a pochi giorni prima dei saldi avevano gli scaffali: è improbabile che ci siano colori e taglie di ogni prodotto durante i saldi.

I negozi. Un trucco che si può rivelare vincente è quello di fare un giro per negozi prima che i commessi applichino gli sconti. Ci si segna il prezzo e poi, dopo aver constatato il saldo, si va a colpo sicuro. In questo modo si evitano code inutili e si acquista il prodotto desiderato a un prezzo di vendita adeguato o addirittura più basso.

Consigli per gli acquisti. Se già si ha idea di cosa serve o di quel che si vuole prima di entrare in un negozio, si sarà meno influenzabili dai commessi. Importante è anche valutare la qualità del tessuto: le fibre naturali, per esempio, costano più di quelle sintetiche. Codacons consiglia anche di diffidare da marchi molto simili a quelli noti.

Gli sconti. Anche il Codacons consiglia di diffidare dagli sconti troppo generosi: potrebbero, appunto, nascondere un vecchio prezzo diverso o essere difettosi. Un commerciante, salvo nell’Alta Moda, non può avere ricarichi così alti e dovrebbe vendere sotto costo.

Shop di fiducia. Per valutare liberamente la convenienza dell’acquisto, il consiglio del Condacons è quello di acquistare per lo più in negozi che già si conoscono.

Cartellino e vetrine. I commercianti sono tenuti a esibire il prezzo iniziale, la percentuale di sconto, e il costo finale. Importante è anche controllare che fra la merce in saldo non ce ne sia di nuova a prezzo pieno, perché i due “settori” – nuovo e scontato – devono essere ben distinguibili per non trarre in inganno i clienti.

Prova dei capi. “Si può provare?”. Non c’è una risposta unica, perché è a discrezione del negoziante. Il Codacons, tuttavia,

consiglia di diffidare dai capi di abbigliamento che possono essere solo guardati.

Pagamento. Se il negozio espone in vetrina l’adesivo della carta di credito e dei bancomat, il negoziante è tenuto ad accettare queste forme di pagamento anche per quanto riguarda la merce in saldo, senza oneri aggiuntivi.

Fregature. Se ci si rende conto di esser stati raggirati, ci si può rivolgere al Codacons o ai vigili urbani.

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