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19 mar

Sciopero controllori di volo, disagi a Fiumicino: voli cancellati e riprogrammati

Trasporto aereo all’aeroporto di Fiumicino interessato oggi da due scioperi a carattere nazionale: il primo di 24 ore ; ad eccezione delle fasce garantite 7-10 e 18-21 del comparto aereo, aeroportuale e indotto degli aeroporti indetto dal sindacato autonomo Cub Trasporti -che ha organizzato un presidio di lavoratori Alitalia davanti al T1 del Leonardo da Vinci – ed il secondo di 4 ore, dalle 13 alle 17, dei controllori di volo proclamato dalle sigle sindacali Filt-Cgil, Fit Cisl, Uilt, Ugl-Ta e Unica.

Come conseguenza, Alitalia ha cancellato 220 voli, tra nazionali e internazionali, pari al 40% dei voli programmati. Per riproteggere sui primi voli disponibili, “possibilmente in giornata”, il maggior numero di passeggeri coinvolti nelle cancellazioni, la compagnia ha attivato un “piano straordinario” che prevede, tra l’altro, l’impiego di aerei più capienti su alcune rotte domestiche e internazionali.

Così come Alitalia, anche altre compagnie aeree battenti bandiera estera hanno dovuto “rivedere” il proprio programma operativo cancellando preventivamente alcuni voli oppure anticipandone o spostandone la partenza. E’ il caso, ad esempio, della British Airways, che ha cancellato due voli in partenza da Roma Fiumicino per Londra; dell’Air France, della Lufthansa e della Swiss International Airlines, che hanno soppresso, rispettivamente, un Roma-Parigi, un Roma-Monaco e un Roma-Zurigo. Tre, invece, i voli cancellati al Leonardo da Vinci dalla easyJet diretti a Nizza, Parigi e Tolosa.

Mentre in 500 hanno partecipato al presidio dei lavoratori Alitalia organizzato da Cub e Usb davanti al terminal 1. “Negli ultimi 8 anni – spiega Antonio Amoroso della Cub trasporti – ci sono stati 12mila licenziamenti, un massiccio sfruttamento dei precari, tagli salariali e normativi, 3 ‘fallimenti’. Al Governo e ai vertici Alitalia diciamo: non toccate un posto di lavoro, un

euro del nostro stipendio, un giorno delle nostre ferie, una riga della normativa. Non vogliamo essere terziarizzati in aziende low cost, non pagheremo contributi per parcheggi, mensa, divise, non vogliamo turni di lavoro di 12 ore. E’ possibile rilanciare Alitalia senza licenziamenti e tagli con un intervento pubblico che faccia rinascere la compagnia di bandiera garantendo sviluppo e la stabilizzazione di tutti i precari. Unica soluzione è la nazionalizzazione”.

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