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10 mag

Scuola, protesta nelle classi e sit-in al Miur contro i test Invalsi

Test Invalsi sì o no? Anche quest’anno è partita la campagna di boicottaggio dei quiz di valutazione del Ministero dell’Istruzioni di viale Trastevere. E il 12 maggio la protesta scatterà nelle scuole e in piazza.

I Cobas hanno indetto uno sciopero generale contro i test e la legge 107, con manifestazioni territoriali. A Roma sindacalisti, docenti e studenti si sono dati appuntamento alle 10 davanti al dicastero di viale Trastevere. Un appuntamento che potrebbe trasformarsi anche in un problema di viabilità con il blocco di parte della strada. Mentre alcune classi perderanno qualche docente.

“Il 4 e il 5 maggio – denuncia Piero Bernocchi dei Cobas – quando il boicottaggio è toccato alle elementari centinaia di docenti sono stati minacciati e sostituiti, moltii genitori sono stati intimoriti affinché non tenessero a casa i figli, sono state accorpate classi e svolti quiz con un numero irrisorio di studenti. Ci auguriamo che queste pressioni e gli abusi non si ripetano il 12 maggio in occasione dello svolgimento dei quiz nelle superiori”.

Ma, spiega il sindacato, “sciopereremo anche contro la “Buona scuola”, il premio di “merito”, la chiamata diretta da parte del preside per incarichi solo triennali, l’obbligo di alternanza scuola-lavoro di 200 ore nei licei e di 400 nei tecnico-professionali, l’accordo sulla Mobilità, che colpisce in particolare gli insegnanti della “fase C”. E chiederemo un significativo aumento salariale per docenti ed Ata, l’assunzione di tutti i precari/e abilitati o con 360 giorni di docenza, l’aumento del numero dei collaboratori scolastici, assistenti amministrativi e tecnici, lo sblocco immediato delle immissioni in ruolo per tutti i profili Ata”.

Alla protesta si uniranno anche alcuni studenti come quelli dell’Uds, dei collettivi di zona romani, della Federazione dei giovani comunisti. Secondo i ragazzi i test sono “costosi (ogni anno vengono spesi 14 milioni di euro per la somministrazione, mentre ci viene detto che “non ci sono soldi” per finanziare l’edilizia scolastica o il diritto allo studio); dannosi perché nozionistici; escludenti perché basati su un concetto di merito sbagliato; antidemocratici perché stabiliti da un istituto afferente al Miur e non dalle scuole”. Per boicottarli li consegneranno in bianco o con il titolo di un libro di letteratura portato in classe per “passare il tempo” durante i minuti

del test.

Si terrà invece il 20 maggio lo sciopero che coinvolgerà, per l’intera giornata, tutto il personale della scuola (docenti, personale Ata e dirigenti) indetto da Flc Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola e Snals Confsal. Le motivazioni dell’agitazione sono legate al mancato avvio delle trattative per il rinnovo del contratto e alle numerose emergenze del settore, soprattutto quelle legate all’applicazione della legge 107 del 2015 sulla Buona scuola.

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