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26 mag

Scuole a Roma, l’allarme dei presidi: “Tra ponte e voto un percorso a ostacoli la fine delle lezioni”

Due giorni a rischio per il concorsone docenti, cinque giorni di ponte tra la festa della Repubblica e il voto delle elezioni comunali, le prove di terza media appese al ballottaggio. La fine della scuola a Roma è un percorso a ostacoli tra chiusure e lezioni a mezzo servizio. Sì perché se tra il 30 e il 31 maggio migliaia di maestre parteciperanno alle prove per una cattedra, il vero “disastro” – così lo definiscono presidi e insegnanti – è la maxi sosta tra il 2 giugno e il 7 quando gli istituti scolastici verranno riconsegnati agli alunni dopo lo spoglio delle amministrative. Un solo giorno buono prima dell’ultima campanella che, come da calendario scolastico regionale, suonerà l’8 giugno decretando nel Lazio la fine dell’anno 2015-2016 tra i banchi.

Amareggiato il leader dell’Anp (l’associazione nazionale presidi) di Roma e del Lazio, Mario Rusconi: “Come al solito da parte delle istituzioni la scuola è considerata un residuato, un succedaneo dell’oratorio” si sfoga. “Non possiamo che trarre la triste morale che l’istruzione interessa molto a parole e poco nei fatti – prosegue – Ogni volta che c’è un ponte, un’elezione, uno sciopero si chiudono le scuole e pazienza. Spiace che anche tra i genitori, le associazioni dei consumatori o i sindacati in ben pochi alzino la voce”. “Il risultato? – continua Rusconi – si infrange il numero minimo di giorni da passare a lezione fissati per legge ma nessuno prende provvedimenti. La scuola ormai è vista come una sorta di dopolavoro ricreativo”.

Soluzioni alternative

anziché allestire banchetti e seggi negli istituti per il presidente Anp ce ne sarebbero. Ad esempio utilizzate le caserme, le parrocchie, le università. “A Roma ne siamo pieni! – conclude – Capisco che ognuno di noi ha sotto casa due o tre scuole e questo potrebbe abbassare l’astensione. Ma mi pare che fin qui la disaffezione politica sia solo aumentata e non è certo il voto nelle classi a invertire la rotta. Così si mortifica solo l’istruzione”.

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