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25 ago

Sgombero a Roma, corteo migranti e senza casa. Santa Sede: “Violenza inaccettabile”

Mentre non si placano le polemiche sugli scontri di piazza Indipendenza e il segretario di Stato vaticano Pietro Parolin parla di “violenza inaccettabile”, a Roma assume un significato particolare la manifestazione indetta da tempo per il diritto all’abitare, cui partecipano migranti e militanti dei movimenti per la casa.

PAROLIN: “VIOLENZA INACCETTABILE

“Quelle immagini non possono che provocare sconcerto e dolore, soprattutto dalla violenza che si è manifestata. E la violenza non è accettabile da nessuna parte”, dice Parolin a margine del Meeting di Cl a Rimini.

“Però – sostiene il prelato – credo che, da quello che ho visto e da quello che ho letto, ci sia la possibilità di fare le cose un po’ meglio, fare le cose bene, perché ci sono le regole. Adesso, per esempio, ho visto che ci sarà questo impegno a trovare per queste persone delle abitazioni alternative prima di arrivare a questi estremi. Io penso che se c’è buona volontà si possono trovare le soluzioni senza arrivare a queste manifestazioni così spiacevoli”.

“Non dimentichiamo, almeno noi, che queste donne, questi uomini, questi bambini sono in questo istante nostri fratelli. E questa parola, fratelli, traccia una divisione netta tra coloro che riconoscono Dio nei poveri e nei bisognosi e coloro che non lo riconoscono” conclude il segretario di Stato vaticano.

BOLDRINI: “PESSIMA IMMAGINE”

“Sgomberare gli edifici occupati con metodi anche gratuitamente violenti dà pessima immagine del nostro paese”, afferma la presidente della Camera, Laura Boldrini, a margine della presentazione del suo libro La comunità possibile a Pescasseroli. Boldrini sottolinea che è necessario “usare le associazioni sul territorio che sono i ponti con le istituzioni e condividere le alternative” per “ripristinare la legalità ma nel contempo dare alternative”.

LA MANIFESTAZIONE

È partito poco dopo le 16 da piazza dell’Esquilino il corteo indetto dai movimenti cittadini per il diritto all’abitare. Una manifestazione fissata da tempo, ma intorno alla quale è cresciuta improvvisamente l’attesa dopo le polemiche innescate dallo sgombero dei rifugiati di via Curtatone. E sono proprio questi ultimi – diverse decine di eritrei ed etiopi, ancora in attesa di una sistemazione – gli ‘ospiti d’onore’ della manifestazione. Rigidissimi i controlli di polizia, con perquisizioni ai varchi d’accesso: vietate aste, bastoni e bottiglie di vetro.

Le eritree raccontano le ore terribili degli scontri in piazza Indipendenza: “Dormiamo in strada con il terrore di essere prese di nuovo per i capelli e picchiate”, dice Fatima, 38 anni, con il bambino nel carrozzino tra le lacrime. “Siamo qui oggi per farci vedere da questa città: lavoriamo, ci sentiamo romani, perché volete farci sparire?”, aggiunge circondata dal centinaio di connazionali che come lei hanno passato le ultime notti tra la stazione Termini e le tende di fortuna dell’ex centro Baobab.

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Ad aprire il corteo, partito da piazzale Esquilino e diretto verso piazza Santa Maria di Loreto, ai piedi del Campidoglio, uno striscione con su scritto “Via Curtatone, Indipendenza, siamo rifugiati, non terroristi” mentre “Vogliamo un tetto”, “Vogliamo una casa”, “Vogliamo vivere come i romani” sono gli slogan gridati dai migranti sgomberati

da via Curtatone . E poi “Libertà, libertà” per i due connazionali arrestati. Secondo gli organizzatori, i partcipanti sono circa 5 mila. “Siamo tanti e stanno arrivando anche altre persone per ribadire che la casa è un diritto”.

“Noi da qui non ce ne andiamo finché non ci daranno una risposta concreta” hanno gridato dai megafoni una volta arrivati in piazza Venezia.

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