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5 gen

Spal-Lazio 2-5, Immobile si scatena e cala il poker

FERRARA – Ciro il (più) grande. Serviva un segnale, alla Lazio, dopo un mese un po’ così. Serviva ricordare al campionato che la Champions è un obiettivo reale, quest’anno, per Inzaghi. E serviva ritrovare Immobile. Un solo gol negli ultimi 40 giorni di campionato. A Ferrara, nel giorno in cui i bambini raccolgono calze colme di dolciumi, Immobile ha riempito la porta della Spal di regali dolcissimi per i laziali: il 2-5 che riporta al successo in trasferta la Lazio dopo i passi falsi con Atalanta e Inter, è tutto nel nome di Ciro.

Un modo migliore per chiudere prima della sosta Inzaghi non poteva trovarlo. Perché quei sette gol concentrati in 50 minuti esatti si trasformano in una festa per i 16mila laziali arrivati a Ferrara. Immobile alla fine si fa fotografare davanti a loro col pallone in mano, le dita a mimare il numero 4: 4 come i gol realizzati, ma solo perché non ha dita abbastanza per dire venti. Venti gol in venti giornate, roba per pochissimi. Con sorpasso a Icardi sul trono dei bombver e sfida a Cavani per la scarpa d’oro.

E pensare che dopo 5 minuti pareva la festa di Luis Alberto, che imitando un po’ un gol segnato da Totti nel giorno della Befana di 16 anni fa, controllava al volo, inventava un dribbling di suola e spediva la palla all’angolo. Poi però succedeva che Tagliavento, arbitro mai troppo gradito ai laziali, vedeva un fallo in area di Wallace su Grassi. Rigore, confermato dal Var senza verifica a bordo campo, ma con qualche dubbio. Il pari di Antenucci infiammava Inzaghi, calmato poi dallo show di Immobile. Nell’ordine: destro morbido su delizioso invito di Luis Alberto. Esterno in corsa sfruttando con uno scatto sul filo un’invenzione di Milinkovic. Prima dell’intervallo, un colpo di testa con sospensione cestistica. E volée sugli sviluppi di un corner a chiudere, nella ripresa, un discorso durato davvero pochino.

In mezzo, solo la fragile illusione alimentata dal 2-3 di Antenucci, grazie a una delle varie distrazioni di Wallace, un palo di Viviani e nel finale un gol annullato a Paloschi in offside. La Lazio riemerge dopo un mese maledetto (due pari, una sconfitta e una sola vittoria), diventa il miglior attacco della serie A e ritrova re Ciro. Con uno così, impossibile restare Immobile.

Spal-Lazio 2-5 (2-4)

Spal
(3-5-2): Gomis, Salamon (11′ st Rizzo), Vicari, Felipe, Lazzari, Schiattarella, Viviani (28′ st Costa), Grassi, Mattiello (39′ st Bonazzoli), Antenucci 7 Paloschi 5. (92 Marchegiani, 97 Meret, 2 Oikonomou, 5 Della Giovanna, 6 Cremonesi, 8 Bellemo, 10 Floccari, 18 Schiavon, 24 Vitale). All. Semplici.

Lazio (3-5-1-1): Strakosha, Wallace, De Vrij, Radu (12′ st Luiz Felipe), Basta, Parolo, Leiva (31′ st Lulic), Milinkovic-Savic (12′ st Felipe Anderson), Lukaku, Luis Alberto, Immobile. (23 Guerrieri, 25 Vargic, 4 Patric, 7 Nani, 15 Bastos, 30 Neto, 32 Miceli, 96 Murgia). All. S.Inzaghi.

Arbitro: Tagliavento di Terni

Reti: nel pt 5′ Luis Alberto, 7′ e 30′ Antenucci su rigore, 18′, 26′ e 41′ Immobile; nel st 6′ Immobile.

Angoli: 9-4.

Recupero: 1′ e 3′.

Ammoniti: Mattiello, Radu, Luiz Felipe e Vicari per gioco scorretto, Milinkovic-Savic per proteste.

Var: 0

Spettatori: 12.100.

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