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16 giu

Sperlonga, lite tra postine sull’aria condizionata: una è in fin di vita

Un litigio banale tra impiegate delle Poste, frutto di annosi quanto futili contrasti sul posto di lavoro, sta rischiando di trasformarsi in omicidio. All’ospedale “Goretti” di Latina è in fin di vita Anna Lucia Coviello, 63 anni, di Terracina, aggredita brutalmente dalla collega Arianna Magistri, 45 anni, formiana, tre giorni fa, nei pressi dell’ufficio di Sperlonga dove le due lavoravano. La vittima, in base alle indagini svolte dai carabinieri, sarebbe stata raggiunta dalla 45enne mentre entrava nel parcheggio multipiano, vicino alle Poste della nota città turistica. Magistri avrebbe preso Coviello alla testa, battendole con inaudita violenza il capo contro il muro e poi facendola precipitare per una rampa di scale, tanto da provocarle una serie di fratture craniche e una grave emorragia. Il sostituto procuratore della Repubblica di Latina, Luigia Spinelli, non ha dubbi: “Voleva uccidere”. La 45enne è stata arrestata con l’accusa di tentato omicidio e il gip Laura Matilde Campoli, al termine dell’interrogatorio, oggi ha concesso all’indagata i domiciliari, ritenendo tale misura sufficiente.

L’ennesimo litigio all’interno dell’ufficio postale della città in estate meta dei vip, in cui costruì la sua villa Raf Vallone e che fu ben presto frequentata dai divi del cinema, sarebbe sorto per l’aria condizionata. L’arrestata è stata colta da un raptus? Un interrogativo a cui gli inquirenti stanno cercando di rispondere. La dinamica dell’accaduto, alla luce delle testimonianze raccolte, tra cui quelle del sindaco Armando Cusani e del consigliere comunale Francescantonio Faiola, degli accertamenti medico-legali e delle immagini catturate dalle telecamere di sorveglianza del parcheggio, per i carabinieri è comunque chiara. La vittima è stata trovata con una ciocca di capelli stretta tra le mani, strappata sembra alla collega nell’estremo tentativo di difendersi, e priva di sensi. Magistri ai primi testimoni avrebbe subito detto: “Mi è caduta addosso, io me ne vado, non voglio passare guai, non mi sento responsabile”. E in mattinata, dopo aver deciso di non rispondere alle domande del gip, l’indagata ha solo rilasciato dichiarazioni spontanee, sostenendo di essere stata lei l’aggredita e che la collega era caduta perdendo l’equilibrio. Racconto che il giudice non ha ritenuto credibile, visti anche i segni del pestaggio sul corpo della 63enne e le ottime condizioni di Magistri, sostenendo che l’aggressione è avvenuta con “estrema violenza e ferocia”.

“Il

fatto è di inaudita gravità – ha dichiarato il difensore dell’arrestata, l’avvocato Pasquale Cardillo Cupo – e secondo il gip nessun dubbio può residuare sulla volontà omicidiaria della Magistri, ma sono soddisfatto per la decisione del giudice dei domiciliari, capace di tutelare e contemperare tutti gli aspetti di una tragica vicenda”. La vita della 63enne intanto è sempre più appesa a un filo sottilissimo.

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