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24 nov

Stadio della Roma, incontro in Campidoglio. Il club: “Meno cubature, ma rimangano le Torri”

Sul nuovo stadio della Roma sembrano tutti d’accordo: discutere per migliorare il progetto e andare avanti con l’iter per la sua realizzazione. Ma sulle torri e sull’area commerciale che dovrebbero accompagnare l’impianto sportivo, c’è molto meno consenso. Anche se, a quanto pare, la società avrebbe proposto una parziale riduzione delle cubature delle torri destinate a uffici. Queste sono le conclusioni dell’incontro che si è tenuto in Campidoglio tra alcuni membri della giunta capitolina e i rappresentanti della Roma. Un incontro a cui ne seguiranno altri, come annunciato dalle parti.

“È stato un incontro positivo, ma è stato solo uno degli incontri che abbiamo avviato con il Comune, ce ne saranno altri. Stiamo approfondendo il progetto con l’amministrazione comunale, che lo sta conoscendo sempre di più, visto che è stato partorito dalla precedente amministrazione. Stiamo valutando tutte le ipotesi, le possibilità anche di migliorarlo, ma sempre con l’unico punto fermo che deve essere compatibile con il procedimento in corso, cioè quello in conferenza dei servizi”. Così il direttore generale della Roma, Mauro Baldissoni, ha commentato l’incontro, a cui hanno partecipato il vicesindaco Daniele Frongia, l’assessore alla Città in Movimento, Linda Meleo, l’assessore all’Urbanistica, Paolo Berdini, il presidente dell’Assemblea Capitolina, Marcello De Vito, e il patron di Parzitalia, Luca Parnasi.

La posizione di Baldissoni è condivisa anche da Frongia: “E’ stato uno degli incontri per capire insieme come migliorare il progetto nell’interesse dei cittadini. Ce ne saranno altri per portare avanti il dialogo, vista la complessità dell’intervento”, ha detto il vice sindaco. “Stiamo lavorando, mi sembra bene”, ha commentato invece Berdini che, a chi gli chiedeva se l’impianto arriverà mai alla fase di cantiere, ha replicato: “Per lo stadio sapete qual è il mio augurio: che si faccia domattina. Ma lo stadio…”. Il riferimento implicito è proprio alle torri e all’area commerciale, su cui l’assessore ha espresso più volte dubbi.

E quella dello “stadio sì, ma grattacieli no” è una posizione che anche Italia Nostra Roma ritiene “condivisa e molto apprezzabile”. “La giunta abbia il coraggio di seguire la linea ferma di Berdini e di predisporre l’atto formale, se non vuol passare per l’esecutrice testamentaria della giunta Marino e cerchi una soluzione alternativa all’area di Tor di Valle”, ha comunicato l’associazione ambientalista in una nota. Sul punto, è intervenuto anche De Vito: “Il no di Berdini ai grattacieli? Abbiamo parlato di miglioramento del progetto, è chiaro che la valutazione sulle torri rientra in questo miglioramento”.

“Per lo stadio della Roma e, quando sarà, anche per quello della Lazio, il Coni dimostrerà di essere totalmente sportivo. Loro sono clienti importanti per lo stadio Olimpico, non credo sia facilissimo risolvere con una loro sostituzione ma è giusto che sia così”,

ha detto il presidente del Comitato olimpico nazionale, Giovanni Malagò. “Noi del Coni da sempre sosteniamo che le società di calcio professionistiche devono avere uno stadio di proprietà. Dopodiché non entro in dettagli tecnici come cubature, vincoli e cambi di destinazione, che non ci competono. Sarà cura del Coni poi fare iniziative all’Olimpico per tutta la settimana, perché abbiamo il dovere di mettere lo stadio a regime economico”.

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