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22 feb

Stadio della Roma, Malagò: “Poco serio non farlo a Tor di Valle”. Di Maio: “Non ci inchiniamo al dio cemento”

“Ci si può dire a favore dello stadio o contro, ma dire di farlo da un’altra parte oggettivamente mi sembra una cosa poco seria. Mi sembra sia solo una questione politica. La mia idea sullo Stadio della Roma la conoscete, il Coni è assolutamente a favore”. È la posizione del presidente del Coni, Giovanni Malagò, sull’ipotesi di costruire lo stadio della Roma in una zona diversa da quella di Tor di Valle, avanzata anche dal leader del Movimento 5 Stelle, Beppe Grillo. Sulle conseguenze che un eventuale stop al progetto potrebbe avere su investimenti stranieri in Italia, Malagò aggiunge: “Ho letto le dichiarazioni di Pallotta e non sono per niente incoraggianti in questo senso. Ma è anche normale, mettetevi nei suoi panni…”.

INFOGRAFICATutti i numeri dello stadio a Tor di Valle

“Lo stadio della Roma? Non ho un’idea completa, non so se si tratta del luogo giusto, di chi siano le responsabilità. L’unica cosa che so è che se non si farà lo stadio sarà un disastro non solo per la Roma ma anche per il calcio italiano”. Così, anche il presidente dell’Uefa, Aleksander Ceferin, è intervenuto sulla vicenda Tor di Valle, durante la conferenza stampa tenuta al termine della visita ufficiale in Federcalcio a Roma. “La mia unica preoccupazione per l’Italia riguarda le infrastrutture – ha aggiunto Ceferin – senza strutture non si riesce a sviluppare il calcio o organizzare competizioni importanti. Se l’Italia vuole competere con Spagna, Germania e Inghilterra ha bisogno di infrastrutture migliori. Mi auguro che questo problema venga risolto a breve con l’aiuto del governo. Senza infrastrutture non si va avanti e questo è un danno per l’Italia e di riflesso anche per Uefa e Fifa”.

Intanto uscendo dall’incontro con Beppe Grillo all’hotel Forum Carlo Sibilia, deputato ed ex componente del defunto direttorio del M5s, ha spiegato che lo stadio della roma “si farà, sono in corso riunioni tecniche per trovare lr soluzioni migliori”. A chi gli ha chiesto se non il M5s non tema una azione di risarcimento miliardaria in caso di annullamento della delibera su tor di valle, Sibilia ha replicato: “assolutamente no, non ci saranno eventualità di questo genere”. Fico, uscito immediatamente dopo di lui, si è limitato a replicare: “lo ipotizzate voi che abbiamo parlato dello stadio”.

“Noi non ci inchiniamo al Dio cemento”. Così Luigi Di Maio, uscendo da un convegno a Palazzo San Macuto a Roma, rispondendo ad una domanda sulla costruzione dello Stadio della Roma. Di Maio ha sottolineato che spetta alla sindaca Virginia Raggi, alla sua giunta e al consiglio comunale decidere. Il Movimento 5 Stelle, ha proseguito, difenderà tanto i valori della difesa ambientale quanto lo sviluppo economico della città. Comunque mi “risulta che si sia ancora una trattativa in corso con il Comune. Aspettiamo – ha detto il vice presidente della Camera – per noi le tematiche ambientali hanno un peso per le scelte di governo. Le scelte si devono ancora fare, ci sono trattative in corso. E chiedo che si rispettino queste trattative”.

Montino: “Facciamolo a Fiumicino”. E dopo il tormentone lanciato dall’allenatore della Roma, Luciano Spalletti, e da Francesco Totti, ecco il nuovo hashtag sul progetto per il nuovo stadio dei giallorossi: #famostostadioafiumicino. A lanciarlo è stato Esterino Montino, sindaco di Fiumicino, intervistato ai microfoni di Radio Cusano Campus: “Famo ‘sto stadio a Fiumicino – ha detto il primo cittadino – quando parliamo di Fiumicino parliamo di un’area vicina all’aeroporto, in un’area che fino a 25 anni fa era Comune di Roma. Il luogo a cui io penso è destinato dal piano regolatore a essere edificato, è di circa 300 ettari, è attraversato da due autostrade e due ferrovie, quella di Fiumicino e quella di Civitavecchia, quindi è una zona fortemente infrastrutturata. Ci si arriverebbe con una ventina di minuti da Roma. Bisognerebbe fare degli interventi di rafforzamento del sistema di mobilità, ma si tratterebbe di un investimento molto inferiore a quello che bisognerebbe fare da un’altra parte”.

Quella di Montino è una provocazione, ma suona più come una proposta dopo che il leader M5S, Beppe Grillo, nei giorni scorsi ha ventilato l’ipotesi di progettare lo stadio della Roma in un posto diverso da Tor di Valle. “Capisco che c’è un problema di carattere simbolico – ha spiegato ancora Montino – ma Fiumicino è sempre stata la porta di Roma, geograficamente parlando Fiumicino è Roma, in termini simbolici il problema non si pone nemmeno. Quello che ho in mente è un territorio che non avrebbe bisogno di sostanziali varianti urbanistiche, si tratta di un’area già edificabile”. L’invito del sindaco, poi, varrebbe anche per altre società di calcio, probabilmente per la Lazio in primis: “Una infrastruttura di quella natura sul nostro territorio è importante, perché l’area a cui faccio riferimento era programmata per un grande centro logistico. Ora c’è la discussione sulla Roma, ma se ci dovesse essere un altro interesse da parte di un’altra società saremmo ovviamente a disposizione”.

Intanto, arrivano anche le idee più astruse sulla questione stadio. “Lo stadio della Roma? Non sarebbe mica sbagliato farlo in Abruzzo, visto che a Roma la sindaca Raggi non concede ancora il consenso per costruire. Prima ha detto no alle Olimpiadi, ora dice no allo stadio, ma che sta a fare un sindaco? A dire a tutto no sarei capace anche io. Sarei pronto a battermi per lo stadio della Roma in Abruzzo, così dovrebbero fare

la ferrovia Frecciarossa, così in un’ora si arriva”, ha azzardato sempre dai microfoni di radio Cusano Campus il senatore di Forza Italia, Antonio Razzi. “Sicuramente visto che ci sono tante fabbriche chiuse e tanti capannoni abbandonati sotto Chieti, tra Chieti e Pescara, lì verrebbe una cosa spettacolare – ha detto ancora Razzi – gli farei fare anche le torri, che porterebbero qualcosa di americano a Pescara, facciamo diventare Pescara come Dubai o New York”.

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