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1 nov

Stadio Roma, si apre la conferenza dei servizi. La Regione: “Ora contano gli atti”. Il Comune: “Decisione entro febbraio”

Il percorso del progetto per il nuovo stadio della Roma arriva a uno snodo decisivo: giovedì 3 novembre alle 10:30 si riunirà per la prima volta la Conferenza dei servizi regionale che dovrà in sei mesi esprimersi sul maxi-progetto. Il clima però non sembra dei più pacati. Da una parte il Campidoglio a guida M5s che ribadisce il suo no alla ‘colata di cemento’ dei tre grattacieli per uffici dell’archistar Daniel Libeskind previsti dal masterplan in cambio di opere pubbliche ritenute poco necessarie (“il progetto va rivisto con meno cubature” sostiene oggi la presidente della commissione Urbanistica Donatella Iorio); dall’altra la Regione Lazio determinata a vedere le carte della giunta di Virginia Raggi: “I giochi sono finiti, ora contano gli atti”, afferma il governatore Nicola Zingaretti, presentando in Regione un sito web dove chiunque potrà leggere l’intero dossier.

Che all’assessore all’Urbanistica del Campidoglio Paolo Berdini il progetto non piaccia non è una novità: in buona sostanza è disposto a benedire solo le cubature già previste dal Prg. Quindi ‘sì’ solo allo stadio. Anche perché, gli fa eco oggi Iorio, “sarebbe da riconsiderare la necessità di alcune opere pubbliche su cui si poggiano molte cubature”. Per esempio un ponte carrabile “visto che in quell’area si è inserito anche il Ponte dei Congressi”, o la biforcazione della Metro B “che porterebbe un servizio meno efficiente sulla linea: meglio potenziare la Roma-Lido”. Ma l’assessore regionale al Territorio Michele Civita attacca: “Gli atti non sono le interviste – dice – Roma può interrompere tutto quando vuole se pensa che il progetto non vada bene, poi ognuno si prenderà le sue responsabilità. Le torri? Sono previste dal progetto in base alla delibera sull’interesse pubblico – prosegue – e sono legate a un piano da 400 milioni. Bisognerà verificare tutto in Cds. Il Comune dovrà fare la variante urbanistica”. “Dalla prossima settimana partiranno i 90 giorni entro cui il Comune ha il dovere di esprimersi, confermando o meno l’interesse pubblico per il progetto dello stadio della Roma. Non si capisce dunque l’impazienza dell’assessore Civita, perché è solo dal 7 novembre che scatterà il conteggio dei 90 giorni”, replica l’assessore all’Urbanistica Paolo Berdini.

Tutto dunque si giocherà a quel tavolo: vi siederanno anche Palazzo Chigi e la Prefettura, e poi il proponente (la società Eurnova Srl) e i rappresentanti dei pubblici servizi. I lavori della Cds dovranno terminare entro il 6 febbraio, e al termine la Regione avrà un mese per approvare “una delibera che sostituisce ogni altra autorizzazione” spiega ancora Civita, ma prima il Comune dovrà stipulare una convenzione (che dovrà passare per l’Aula) “per disciplinare l’attività del proponente rispetto alle opere pubbliche”. Si tratta della prima Cds che segue il decreto Madia: ogni amministrazione avrà un rappresentante unico, e chiunque potrà seguirne l’iter su internet con un sito dedicato nell’ambito di www.regione.lazio.it:

“Vi sono pubblicati – spiega Zingaretti – tutti gli atti, i documenti, i progetti, le cartine, e da domani ci saranno anche i resoconti delle conferenze”. Tra qualche giorno, infine, la ‘Sapienza’ presenterà una sua ricerca sul futuro stadio di Tor di Valle: l’investimento privato di 1,6 miliardi porterebbe in città secondo gli esperti dell’ateneo un impatto economico due volte e mezzo quello di Expo per Milano, e 5.500 posti di lavoro.

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