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26 giu

Strage di gabbiani reali a Ponza, si teme avvelenamento

Brutto risveglio questa mattina per i turisti e gli isolani a Ponza. Sul mare, tra il porto e l’isolotto di Gavi, un tappeto di gabbiani morti o agonizzanti. Un episodio che sta mettendo in forte allarme i ponzesi e su cui ha subito aperto un’indagine la Capitaneria di porto. Morte diverse decine di animali, anche se manca ancora una stima esatta. Si tratta di tutti gabbiani reali, uccelli di grandi dimensioni. Le ipotesi sono numerose e quasi tutte legate a una forma di avvelenamento.

In altri centri italiani si sono registrate morie del genere dovute a cause naturali, magari nel periodo della migrazione, ma non sembra questo il caso di Ponza. Si ipotizza così che i gabbiani possano aver mangiato cibo avvelenato abbandonato tra i rifiuti, o che possano essere stati avvelenati dai bracconieri, che vedono in tale specie un pericolo, visto che si nutre degli uccelletti di cui vanno a caccia, o ancora che possano essersi nutriti di pesci contaminati, ipotesi quest’ultima che inquieta maggiormente i ponzesi, visto il consumo massiccio di pesce sull’isola. In porto, però, i più ipotizzano che ad avvelenare i gabbiani possano essere stati i proprietari di barche stanchi di pulire in continuazione gli escrementi degli uccelli dai loro natanti. Dubbio supportato dal particolare che la maggior parte degli animali morti sono stati trovati a poche decine di metri dal porto, come se avessero ingurgitato un veleno talmente potente che non ha dato loro neppure la possibilità di allontanarsi. Ma la verità potrà essere stabilita solo dall’analisi delle carcasse.

Mentre prosegue il censimento dei gabbiani morti, alcune decine, le

guardie costiere di Ponza hanno infatti già contattato l’Asl di Formia e l’istituto zooprofilattico, per affidare loro una decina di uccelli privi di vita da analizzare. Dall’Ufficio marittimo assicurano che è ancora presto per stabilire la causa dell’accaduto, ma una certezza c’è: negli ultimi giorni nella zona non vi sono stati sversamenti e va quindi esclusa l’ipotesi che i gabbiani siano rimasti vittime dell’inquinamento marino.

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