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1 mar

Strage di Latina, saltano i funerali in chiesa. La telefonata tra l’assassino e la moglie

È stata benedetta nell’obitorio del cimitero di Poggioreale, a Napoli, invece che nella parrocchia del quartiere Secondigliano la salma di Luigi Capasso, il carabiniere responsabile della strage di Cisterna di Latina. I cronisti non sono stati ammessi nella sala mortuaria. Il feretro è stato accompagnato da alcuni familiari di Capasso, originario proprio del quartiere Secondigliano.

In un primo momento la benedizione della salma si sarebbe dovuta tenere in chiesa, ma è stata spostata all’ultimo momento: a quanto si è appreso per motivi di privacy. Nel quartiere, dopo l’affissione dei manifesti funebri, erano state raccolte voci contrarie al fatto che l’ultimo saluto al responsabile della strage si svolgesse nella parrocchia.

È tenuta ancora in uno stato di sedazione, anche profonda, Antonietta Gargiulo, la mamma delle due bambine uccise a Cisterna di Latina dal loro padre, l’appuntato dei carabinieri Luigi Capasso, che in precedenza sulle scale della rampa di scale che da casa porta al garage l’aveva ferita a colpi di pistola e che poi, a distanza di ore si è tolto la vita nella stessa abitazione. La donna è ricoverata da martedì mattina nel reparto di terapia intensiva dell’ospedale S.Camillo, a Roma, e le sue condizioni sono stazionarie. I proiettili esplosi dal marito l’hanno colpita a una mandibola, dove ieri è stata operata, al’addome e a una spalla. La donna è tenuta in sedazione anche perchè il quadro clinico e psicologico non consentono al momento di ‘avvicinarla’ – pur con tutte le cautele e il supporto del caso – alla tragica verità sugli sviluppi della vicenda, ovvero sulla sorte delle due figlie.

Perchè a Capasso furono dati solo otto giorni di riposo? Se lo chiede Maria Concetta Belli, la legale di Antonietta. “Comincio ad accusare il colpo anche io, non riesco a togliermi dagli occhi le due bambine ogni volta che venivano con la madre, questa negazione della figura paterna, questa paura che era sicuramente motivata da quello che avevano visto”. Dice l’avvocata ad Effetto Giorno su Radio. “Io sostengo che se e’ vero, perche’ vengo a scoprirlo oggi, che era stato sospeso per 8 giorni, come si fa dopo 8 giorni a dichiarare una persona idonea e soprattutto a ridargli la pistola d’ordinanza. In tutta questa storia c’e’ una anomalia, la pistola. Questa e’ l’anomalia piu’ grande, perche’ in questo caso specifico non dico che ci sia stata una sottovalutazione rispetto alla situazione della signora ma c’e’ stato sicuramente un corto circuito da qualche parte. Non c’e’ stata una relazione, non c’e’ stato uno scambio di informazioni, è stato sottovalutato il suo modo di agire. Io non l’ho visto, pero’ la signora mi diceva ‘avvocato ha proprio gli occhi fuori dalla testa, è proprio fuori di testa’. Allora – aggiunge l’avvocata Belli – si puo’ pensare che questa sia una valutazione di parte dettata dalla paura, pero’ se e’ stato sospeso 8 giorni, qual e’ stata la motivazione? E in 8 giorni come si puo’ pensare di guarire da un disturbo depressivo?”.

Intanto nuovi importanti dettagli confermano che il carabiniere aveva premeditato tutto. L’uomo ha lasciato alcune lettere indirizzate ai fratelli ai genitori. Nelle missive sarebbero state trovate indicazioni precise per ripartire l’eredità, i risparmi e la casa coniugale. Persino per pagare i funerali. Il contenuto delle lettere, attualmente al vaglio degli inquirenti, spiegherebbe quelle che secondo l’appuntato dell’Arma sarebbero state le ragioni del suo gesto, tutte comunque riconducibili alla moglie che viene accusata dall’uomo. I due infatti si erano separati dallo scorso mese di settembre quando l’uomo, anche a seguito di una aggressione denunciata dalla moglie, ha lasciato la casa coniugale per trasferirsi presso la caserma dove prestava servizio, a Velletri.

Due bare bianche per i corpi di Alessia e Martina, le bambine di 13 e 8 anni, uccise da Capasso. Le salme sono conservati nell’obitorio del cimitero di Cisterna, l’ultimo saluto alle due bambine verrà dato nella chiesa di Santa Maria Assunta a Cisterna di Latina in una data ancora da stabilire, probabilmente in attesa di un responso medico dal San Camillo che possa permettere o escludere la presenza alle esequie anche della madre che, però, al momento non sa nulla di quanto accaduto.

Intanto a Pomeriggio Cinque viene trasmessa una telefonata tra Luigi Capasso e la moglie Antonietta Gargiulo, del 9 dicembre scorso. “E io col matrimonio sedici anni come sono stata? Dimmi sono stata felice sedici anni di matrimonio? Sono stata felice? Sono stata svergognata, tradita, maltrattata, picchiata… Sul posto di lavoro svergognata da tutta Cisterna come una che non se lo merita, perché lo sai che non me lo meritavo…” dice la donna.

Che continua: “Perché non è solo l’episodio qua fuori, io e te sappiamo la verità. Perché se era

una volta che è successo, dici ‘io mi sto curando’…Io e te la sappiamo la verità…”. E Luigi risponde: “Dammi la possibilità di avvicinarmi alle bambine, per favore”.

Antonietta: “Ma allora se io vedo mia figlia in ansia impaurita…”. (…) “Io non le obbligherò a fare niente perché tu le hai obbligate, le hai obbligate per anni a fare cose che non volevano, io non obbligo più nessuno”.

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