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14 lug

Strage di Nizza, fiaccolata a Roma davanti all’ambasciata francese. Frongia: “Siamo tutti europei”

Il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, il vice sindaco di Roma, Daniele Frongia, e i segretari regionali di Cgil, Cisl e Uil hanno dato il via a Roma ad una fiaccolata, organizzata dai sindacati, per esprimere vicinanza al popolo francese e commemorare le vittime dell’attentato di Nizza. La fiaccolata è iniziata a Campo de’ fiori ed e’ proseguita nell’adiacente piazza Farnese, davanti alla sede dell’Ambasciata francese in palazzo Farnese.

Zingaretti, Frongia e i tre sindacalisti hanno deposto una corona di fiori di fronte all’Ambasciata, dove, gia’ altre persone avevano portato i fiori. Ora numerose persone sono in fila per lasciare un messaggio su un libro poggiato su un tavolino, lasciato dai diplomatici d’ Oltralpe per consentire a chiunque di esprimere il proprio cordoglio.

“Siamo tutti europei – ha detto il vicesindaco Frongia intervenedo con la fascia tricolore – E’ un momento di lutto. Esprimiamo grande vicinanza al popolo francese, noi italiani abbiamo messo le bandiere a mezz’asta. Il sindaco ha già sentito l’ambasciatore francese: esprimiamo massima vicinanza”. “Come Comune – ha aggiunto siamo in contatto con le autorità competenti, stiamo lavorando con chi si occupa di sicurezza a Roma. Non sappiamo se ci sarà un innalzamento delle misure di sicurezza o arriveranno nuovi uomini, lo sapremo nei prossimi giorni. Stasera ci sarà un altro momento di raccoglimento con l’illuminazione di Palazzo Senatorio con i colori della bandiera francese”.

“È stata colpita la Francia – ha detto Nicola Zingaretti – è stata colpita Nizza perché sono state uccise delle persone, ma è molto importante che in tutta Europa in forme diverse, come con la testimonianza di stasera, risulti chiaro a tutti che si è colpita l’intera comunità non solo europea ma di chi crede nei valori della vita”.

“Sono molto importanti anche le dichiarazioni di queste ore della comunità islamica romana e di tutte le comunità religiose – ha aggiunto il governatore del Lazio – perchè in un momento in cui il terrorismo vuole spingere all’imbarbarimento delle relazioni le persone di buona volontà dimostrano di volere esattamente il contrario. Alla violenza si risponde con la capacità di dialogo e ovviamente con un salto di qualità che deve esserci a livello europeo di intelligence per rendere più sicure le persone”.

Infine a chi gli chiedeva quali fossero possibili interventi politici per migliorare i sistemi di sicurezza, Zingaretti ha risposto: “Ci vuole una risposta politica e una risposta repressiva. Malgrado le sconfitte militari ci vogliono colpire nel

cuore, nel nostro modo di vivere la quotidianità.

Bisogna non cedere all’odio, rispondere con il dialogo e non dargliela vinta. E poi chi può, deve alzare al massimo i livelli di intelligence, di investigazione e repressivi come sembra nel nostro paese stia avvenendo. Non dobbiamo commettere l’errore, come è avvenuto dopo i fatti di Parigi, di pensare che ci siano angoli del mondo immuni dal rischio di attentati come quello di Nizza”.

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