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11 giu

Strage di Orlando, siti a lutto e fiaccolata nella Gay Street a Roma

Dolore, lutto, solidarietà e vicinanza alle famiglie delle vittime e a tutta la comunità lgbt colpita, stravolta dall’attacco ad Orlando. All’indomani del Pride che a Roma ha sfilato gioioso, trasgressivo, colorato, da piazza della Repubblica a piazza Venezia, oggi è il giorno delle lacrime e della rabbia per le associazioni gay e anti-omofobe italiane e capitoline che hanno deciso però di reagire, in piazza.

Stasera alle 21, assieme ad altre associazioni, l’Arcigay ha organizzato un presidio nella Gay Street di Roma per ricordare le vittime della strage. Domani altri due presidi a Milano e a Napoli, dove si trovano due delle sedi diplomatiche degli Stati Uniti in Italia. E in altre città si stanno organizzando iniziative analoghe. Alle 22.30, sempre dalla strada simbolo della comunità lgbt partirà invece una fiaccolata organizzata dal Gay Center che ha listato a lutto il proprio simbolo sui social network. Mentre Gianluca Peciola, esponente di Sel, chiede che “l’arcobaleno sventoli con il lutto in ogni sede istituzionale”.

VIDEO: minuto di silenzio al Gay Pride

“Siamo profondamente scossi dalle notizie che arrivano dagli Usa sull’attacco nel club gay di Orlando – spiega il portavoce del Gay Center Fabrizio Marrazzo – Siamo di fronte a una strage che non ha precedenti nella storia della comunità gay del Dopoguerra. Solidarietà va anche all’Ambasciatore Usa a Roma che ci auguriamo di incontrare nei prossimi giorni”. Marrazzo ha voluto sottolineare il tema della sicurezza per gli omosessuali, ricordando come “la nostra associazione poche settimane fa è stata vittima di un attacco da parte di Forza Nuova e molte persone lesbiche e gay subiscono aggressioni. Ieri due ragazze prima del Roma Pride sono state aggredite da una persona, e nessuno le ha aiutate. Un ragazzo di 21 anni il giorno prima è stato picchiato al viso. Le persone non denunciano, per paura. Noi cerchiamo di fare un lavoro – ha concluso Marrazzo – ma è importante che ci sia in Italia una legge contro le discriminazioni”.

“Che si sia trattato di attacco terroristico o di crimine d’odio – aggiunge Gabriele Piazzoni, segretario nazionale di Arcigay – la comunità lgbt ricorre come bersaglio esplicito di entrambi i fenomeni: essa viene colpita in quanto destinataria di un odio particolare o perché, come in altri fatti analoghi, rappresentativa dell’esercizio della libertà, in un luogo di divertimento. In questo senso, e in entrambi i casi, si colpisce al cuore una comunità che ha fatto della visibilità e del contrasto alla paura una battaglia quotidiana”. La strage compiuta ad Orlando, afferma Aurelio Mancuso, presidente Equality Italia, “deve interrogarci tutti: a fronte di un ampliamento dei diritti civili sono in aumento gli atti violenti di omofobia, che con oggi hanno assunto il tremendo volto stragista. Alla comunità lgbt di Orlando giunga un grande abbraccio e vicinanza, sapendo che l’aggressione omofobica non ha confini, anche perchè la nostra rivoluzione non violenta non si fermerà”.

E anche la politica interviene. Via Twitter il governatore Zingaretti ha espresso “dolore

per le vittime”: “Una tragedia che colpisce tutti”.


Dolore per le vittime #gay di #Orlando e per loro famiglie. Ecco dove porta l’odio, è tragedia che colpisce tutti pic.twitter.com/2QSPGQIZBT

— Nicola Zingaretti (@nzingaretti) 12 giugno 2016



Affidato ai social anche il messaggio di Roberto Giachetti, candidato sindaco del Pd al ballottaggio.

Orrore per la violenza con cui sono state spezzate le vite dei ragazzi di #Orlando. Il mio pensiero commosso va alle loro famiglie.

— Roberto Giachetti (@bobogiac) 12 giugno 2016

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