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18 mar

Tagli Alitalia, persi 1850 posti a Roma

Prima i “capitani coraggiosi” di Cai, poi gli arabi di Etihad. Cambiano i dirigenti, passano gli anni ma Alitalia rimane una società in crisi nonostante tagli e licenziamenti: da 22mila dipendenti nel 2008 agli attuali 12mila. E ora il piano per salvare Alitalia prevede un taglio immediato di 2.037 lavoratori di terra e di 400 del personale di volo con conseguenze drammatiche per Roma. Sono tutti posti di lavoro a perdere, prossimi a entrare nel girone della mobilità sociale e del lavoro stagionale o, in altre parole, del precariato.

E ora l’ennesima crisi che si è aperta in questi giorni rischia di diventare un dramma per il tessuto economico e sociale della capitale: degli oltre duemila licenziamenti previsti dal piano industriale per salvare l’azienda, almeno 1850 dipendenti vivono a Roma sud, Fiumicino e Ostia. La scure colpirà subito i quasi 8mila lavoratori del servizio di terra, in particolare 1338 contratti indeterminati.

Secondo una prima stima dei sindacati, a rischio sono oltre 400 addetti del reparto manutenzione degli aerei, 230 delle attività di carico e scarico bagagli e il resto tra il personale che lavora negli uffici amministrativi e commerciali delle strutture Alitalia di Fiumicino. Non solo: il piano prevede anche 558 licenziamenti tra i lavoratori con contratti a tempo determinato, in particolare nel reparto check in e tra il personale che lavora in pista.

Tagli che, secondo le stime dell’azienda, porterebbero un risparmio di almeno 160 milioni, ma anche un danno importante al tessuto sociale della capitale. A rischio sono lavoratori che in media guadagnano stipendi che vanno da 1500 a 2mila euro e in genere sono over 45: difficile reinserirli nel mondo del lavoro. Ma questo è solo l’inizio: nel mese di agosto si concluderanno i contratti di solidarietà del personale di volo e gli esuberi previsti riguardano 100 piloti e 300 assistenti di volo. “È un piano irricevibile che contiene solo tagli finanziari – afferma Eugenio Stanziale segretario Filt Cgil di Roma e Lazio – siamo preoccupati anche per i lavoratori dell’indotto “.

Il piano proposto dai dirigenti prevede un taglio dei costi esterni per un risparmio di oltre 240 milioni: la compagnia ridurrà tutto ciò che si potrà tagliare in servizi come catering, pulizia sugli aerei, manutenzione e altre attività affidate a società esterne. Che già stanno tagliando: GH services, incaricata della pulizia sugli aerei, ha chiesto la mobilità per 127 lavoratori e le aziende di catering e servizi handling prevedono licenziamenti per almeno mille dipendenti. Infine da aprile i tecnici di Alitalia Maintenance Systems, che riparava i motori degli aerei Alitalia, non potranno più contare sul sostegno dei sussidi statali. Tutti residenti a Ostia, Fiumicino, Roma.

In sostanza i numeri della crisi rischiano di assumere proporzioni preoccupanti: a rischio sono almeno 1500 lavoratori e più di diecimila famiglie che in genere vivono nella zona sud della capitale: il colpo all’economia romana e laziale sarà pesante anche in termini sociali. “Alitalia è un problema che viene da lontano – afferma l’assessore

regionale alle attività produttive Guido Fabiani – anche i nuovi dirigenti si sono dimostrati incapaci di gestire la compagnia. Il piano è inaccettabile, impossibile pensare di tagliare oltre duemila posti di lavoro. È un patrimonio che non può essere distrutto in questo modo”. La Regione chiede un rilancio del settore fondamentale per l’economia di Roma ma anche di tutto il Lazio: “Occorre un ripensamento, il piano va ritirato “, conclude Fabiani.

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