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4 mag

Tatuaggi, spettacoli e mostre: torna a Roma l’International Tattoo Expo

Che piacciano o no, che si considerino una moda passeggera o una passione, i tatuaggi sono a tutti gli effetti uno dei grandi fenomeni di costume della nostra società. A dirlo sono i dati: secondo la fotografia scattata dall’Istituto Superiore di Sanità, a scrivere indelebilmente sulla propria pelle in Italia sono quasi sette milioni di persone, il 12,8% della popolazione, tanto che dal 2016 sono stati inseriti nel nuovo paniere dell’Istat. Non c’è quartiere a Roma, anche il più privo di servizi, che non abbia almeno uno studio dedicato e, complici anche i tanti atleti e personaggi dello spettacolo appassionati, è sempre più comune vedere persone sfoggiare corpi pesantemente inchiostrati. E come ogni anno ormai da 17 anni l’occasione in città per conoscere meglio questo variegato e variopinto mondo, per tatuarsi, ma soprattutto per fare un bel po’ di “tattoo watching”, è l’International Tattoo Expo, dal 6 all’8 maggio al Palazzo dei Congressi. Un appuntamento che si conferma, dopo le oltre 20mila presenze dell’anno scorso, come una delle più importanti manifestazioni del settore a livello mondiale. Tra i due piani dell’enorme palazzo marmoreo dell’Eur, saranno presenti oltre 500 artisti da tutto il mondo. Nomi noti tra i tatuatori (Javi Castano, Miguel Boigues, Alex De Pase, Meng Xiangwei, Andrea Lanzi, Halo e Lydia Bruno di Inkmaster, solo per citarne alcuni) e tra i visitatori: l’anno scorso hanno partecipato all’evento il giocatore della Roma Radja Naingolan, l’attrice Asia Argento e il comico Youtuber Damiano Er Faina.

Numerosi gli spettacoli che si alterneranno sul palco, dalle esibizioni di pole dance al fachirismo, burlesque, un concerto con arpa in versione rock e l’immancabile contest che vedrà i migliori tatuati della convention sfidarsi, fino a coronare il “best of the show”. Non mancheranno le mostre pittoriche e l’esposizione della moto Bmw R NineT, customizzata, anzi “tatuata” da Marco Manzo, che con una minuziosa tecnica di lavorazione a rilievo ha realizzato un fregio color oro che corre per l’intera lunghezza della moto, utilizzando lo stile dei suoi tattoo, quasi dei delicati pizzi d’inchiostro. E non mancherà un focus informativo sui criteri ed i parametri di carattere igienico sanitario che sono applicati dagli artisti nell’esecuzione dei loro lavori.

Insomma, la “farfallina” alla Belen è solo la punta di un fenomeno ormai consolidato e diffuso, con disegni, forme e colori che si moltiplicano sui corpi degli appassionati, l’iconografia che si evolve e gli stili che si intrecciano creando nuove mode. Così, dallo stile “tribale” vessillo anni ’90 e oggi decisamente retro e dragoni e carpe coloratissime, si è passati all’ossessione “old-school” (ossia le immagini di pin-up, coltelli, cuori, serpenti caratterizzati da contorno spesso e colori pieni) al “new traditional” (che fa un po’ old school 2.0, più fluo e linee sinuose) fino ai tatuaggi acquarello, caratterizzati dall’assenza di linea esterna e colori pastello molto sfumati. Che poi ci sono mode che non passano mai, come l’intramontabile ritratto realistico del cane, dei figli, dei genitori o anche del Cristo o di Che Guevara (quest’ultimo un po’ inflazionato dopo Maradona). A Roma anche Totti va per la maggiore, in stile gladiatore all’ombra del Colosseo. Ma anche lo stile “chicano” (teschi, scritte, pistole, tratto rude e rigorosamente in bianco e nero), quello nato tra le gang latinoamericane statunitensi

e molto diffuso tra galeotti e criminali, codificato da un simbolismo che identifica con precisione reati e violenze, analogamente al tatuaggio delle prigioni russe, come raccontato da Nicolai Lilin in “educazione siberiana”. Quest’ultimo pare si stia diffondendo velocemente nel nostro Paese, soprattutto dai giovani attratti da uno stile di vita al limite, quasi a declinare una “vida loca” in stile – per fortuna – tutto italico.

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