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25 mag

Tavolino selvaggio a Roma, blitz della procura. Sotto inchiesta nove ristoratori

Pugno duro della procura sul decoro urbano romano. Stavolta a finire sotto la lente degli inquirenti sono i tavolini “selvaggi” del centro storico. Sono nove i ristoranti al centro dell’inchiesta per occupazione abusiva di suolo pubblico che negli scorsi mesi ha portato al sequestro di centinaia di dehors abusivi, ombrelloni e sedie. Le persone finite nel registro degli indagati, a conclusione del fascicolo del pubblico ministero Nadia Plastina, sono tutti i nove titolari delle attività commerciali che per mesi hanno arbitrariamente occupato vicoli e piazze storiche.

Nei giorni scorsi, a metà maggio, l’ultimo blitz: i sigilli sono stati messi ai tavoli esterni del ristorante Bellacarne, nel Ghetto. Erano circa nove i metri quadrati occupati abusivamente: i vigili urbani hanno sequestrato 8 tavoli e 14 sedie dopo che la stessa attività commerciale era stata colpita da un provvedimento amministrativo da parte del Campidoglio e aveva continuato a sistemare all’esterno del locale al Portico d’Ottavia i dehors.

Gli altri ristoranti, i cui titolari risultano iscritti nel registro degli indagati, si trovano nelle parti più esclusive del Centro: a piazza di Spagna il “Le bistrot lounge bar”, all’Ara Pacis il locale “Acquasanta fish and lounge” e l'”Antica birreria viennese”, a piazza Navona, in via di Tor Millina, il “Ristorante La Torre”, a Trastevere “L’arco di San Calisto”, al Ghetto lo “Sheva cafè” e “La taverna del ghetto”.

Gli indagati adesso, se lo richiedono, avranno la facoltà di farsi interrogare per spiegare le proprie ragioni al magistrato. Dopo di che per loro il rischio sarà quello di un processo penale

in piena regola. Non proprio una passeggiata: con il reato di invasione di terreni o di edifici pubblici si rischia fino a due anni di carcere e una multa fino a 1000 euro. L’inchiesta ha avuto il merito di dare un segnale sul tema del mancato rispetto delle regole sul l’occupazione del suolo pubblico. Sono diverse le attività commerciali che, grazie all’intervento degli inquirenti, hanno deciso di regolarizzare la loro posizione e adeguarsi canoni stabiliti dal Campidoglio.

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