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14 feb

Tavolo per Roma, Calenda: “Chiuderlo sola strada contro sprechi, Raggi mix di incompetenza e arroganza”

Botta e risposta sul tavolo per Roma tra la sindaca Virginia Raggi e il ministro dello Sviluppo Carlo Calenda. “L’unica strada per evitare di continuare a sprecare tempo e risorse – ha detto il ministro – è quella di chiudere il tavolo”, di fronte a “un combinato disposto di incompetenza e arroganza” della prima cittadina. Qualcosa “che non ho mai sperimentato” prima, sottolinea Calenda.

Le dichiarazioni seguono la polemica innescata con Raggi, a seguito di una missiva a lei indirizzata proprio dal ministro dello Sviluppo, e pubblicata sul Messaggero, in cui si evidenziano i mancati progressi di una piattaforma che secondo Calenda rischia di saltare mandando in fumo “un miliardo di euro per colpa del Comune”. Lettera cui è seguita la pronta replica della sindaca: “Mi stupisce, forse neanche tanto – ha detto Raggi – che a due settimane dal voto si torni a promettere un miliardo per Roma, dopo cinque anni in cui il Governo si è assolutamente dimenticato della Capitale. Se questo miliardo fosse vero – ha continuato – lo avremmo inserito in bilancio. Ma “in bilancio – ha commentato la sindaca 5 Stelle – non posso inserire né parole né promesse”.

La risposta di Raggi ha però esacerbato gli animi, tanto che Calenda sembrerebbe deciso a chiudere la questione: “Ho lanciato questo tavolo su richiesta dei sindacati con spirito propositivo. Ho più volte dichiarato sin dall’esordio che i problemi di Roma vengono da lontano e che non sono imputabili all’attuale amministrazione – ha spiegato in una nota – Oltre agli stanziamenti messi a disposizione dal Governo e dalla Regione, il Mise ha dedicato un team di 20 persone per seguire i progetti del tavolo di lavoro”. Progetti e risorse che, tuttavia, non si sarebbero tradotti in buone pratiche, afferma ancora il ministro, che parla di mesi di “totale assenza della sindaca” e di “proposte a dir poco stravaganti e richieste assurde formulate anche sulla base di errori di aritmetica”.

A fronte di una situazione che Calenda non ha esitato a definire di “immobilismo”, il ministro dello Sviluppo ritiene “non ci sia più alcun senso nel continuare questo lavoro. Ieri – ha proseguito – ho spiegato alla sindaca per iscritto e nel dettaglio a che punto sono i progetti del tavolo Roma e quali sono le tante inadempienze e ritardi del Comune, invitandola ad un incontro con il Presidente Zingaretti. La sua risposta conferma che l’unica strada per evitare di continuare a sprecare tempo e risorse è quella di chiudere il tavolo. Evidentemente – conclude – la Sindaca ritiene di non aver bisogno di aiuto. Speriamo per la città che sia così”.

Il miliardo di cui parla Calenda? Soltanto un bluff, ribatte ancora Raggi smentendo categoricamente il ministro dello Sviluppo: “È bastato chiedere contezza del miliardo annunciato e mai stanziato dal Mise per scoprire che quello di Calenda è soltanto un bluff pre-elettorale. Per Roma, il Tavolo va avanti. Tutti siamo utili, nessuno è indispensabile: far finta di non capirlo è la vera arroganza. È scorretto prendere in giro con false promesse i cittadini e le aziende soltanto

per qualche titolo di giornale”, scrive la sindaca sul suo profilo Facebook.
E aggiunge: “Nel corso delle ultime settimane il Mise è passato con estrema disinvoltura dall’annunciare di voler assegnare tre miliardi di euro a Roma, poi è sceso a due; questa mattina ne ha promesso uno e nel pomeriggio, indispettito, ha deciso di toglierli tutti. Fondi che, alla prova dei fatti, sembrano non esistere”.

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