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1 nov

Terremoto, Raggi: “A Roma nessuna criticità”. Codacons: “Controlli solo sul 20% degli istituti”

Primo giorno dopo i controlli effettuati sulle scuole. Che però non sono state verificate tutte: solo il 20%, secondo il Codacons. Se per alcune, poche, è stata disposta la momentanea chiusura, come nel caso del nido Pollicina nel II municipio, in altre i tecnici sono andati questa mattina. In altre ancora, come nel XIII e nell’XI municipio si dovranno effettuare piccoli interventi di manutenzione che però non andranno a intaccare il regolare svolgimento delle lezioni, assicurano dalle circoscrizioni.

“Ma non sono mancati i casi in cui i verificatori non hanno trovato la scuola aperta e i controlli non sono stati effettuati”, spiega Dario Nanni, consigliere Pd del IV municipio facente parte della commissione Scuola della circoscrizione. Le email che annunciavano l’arrivo dei tecnici sono infatti state spedite direttamente alla posta pec delle scuole e in molti casi non si è riusciti a procedere con le verifiche. Tanto che per una scuola su due oggi l’apertura era un rebus.

Nel complesso, ha scritto la sindaca Raggi su Facebook, “Sono 1.044 le verifiche speditive e i moduli compilati dagli istituti con cui il Campidoglio ha chiesto che venissero indicate eventuali criticità riferibili alla scossa di terremoto dello scorso 30 ottobre – ha aggiunto – In merito alle 60 richieste dei municipi di ulteriori controlli, il 50% è risultato senza alcuna criticità; mentre per il restante 50% sono stati prescritti piccoli interventi di riparazione che non mettono a rischio il normale svolgimento delle attività didattiche. Sessanta invece i sopralluoghi effettuati dal Simu, che non hanno riscontrato problemi tali da predisporre la chiusura”.

Alcune, pur avendo aperto, si sono ritrovate senza studenti: è accaduto per esempio al Magarotto di via Nomentana, dove i genitori si sono riportati indietro i bambini. “Il Comune non è venuto dopo la seconda scossa. A detta di alcune maestre alcune crepe si erano aggravate”, sottolinea il presidente Anp Lazio, Mario Rusconi, che insiste fermamente sulla richiesta di “un elenco aggiornato che dal Campidoglio dovrebbe essere messo online: così i genitori vedrebbero quali sono le scuole realmente controllate”.

A rincarare la dose, oltre alle testimonianze social degli studenti delle superiori che stanno condividendo con la rete le crepe delle proprie classi, come un ragazzo dell’Einaudi, ci si mette anche il Codacons.

Crepa nella scuola Luigi Einaudi a #roma.

Direi di fare qualche controllino pure qui.#terremotocentroitalia#terremoto@virginiaraggipic.twitter.com/XtPHf0lhPG

— Giovanni Di Salvo (@GiovanniDiSalv0) 2 novembre 2016

“Con un esposto chiediamo oggi alla magistratura di indagare per omissione di atti d’ufficio e concorso in pericolo di disastro colposo – spiega il presidente Carlo Rienzi – Era preciso dovere delle amministrazioni competenti sottoporre la totalità degli edifici scolastici a verifiche post-sisma prima della riapertura delle scuole, e fornire informazioni precise alle famiglie circa i controlli eseguiti e i risultati degli accertamenti. Tutto ciò, secondo la denuncia dell’associazione dei presidi, non sarebbe stato fatto, creando un clima di grande incertezza e paura”.

Così il Codacons – che sul sito ha pubblicato il “questionario di sicurezza” -, oltre a rivolgersi alla Procura, ha presentato una formale diffida

al sindaco Raggi, chiedendo all’amministrazione di eseguire controlli sulla totalità degli edifici scolastici, chiudendo a rotazione le scuole, e di pubblicare sul sito del Comune i risultati delle verifiche, come sollecitano anche Rusconi e i presidi della città. L’associazione ricorda infine ai genitori che sul sito del Codacons è pubblicato il questionario per accertare il livello di sicurezza delle scuole.

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