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14 mar

Truffa immobiliare a Roma, vendevano case a insaputa proprietari: 10 arresti

Dieci arresti, di cui nove in carcere e uno ai domiciliari. E’ il bilancio dell’operazione “Colpo gobbo”, che ha visto i finanzieri del comando provinciale di Roma impegnati nell’esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip della capitale nei confronti degli appartenenti a un’associazione per delinquere dedita all’organizzazione di truffe ai danni di istituti di credito e ignari cittadini mediante fittizie compravendite immobiliari e illecite richieste di finanziamento.

Le indagini sono iniziate in seguito alle denunce presentate da proprietari di immobili, casualmente venuti a conoscenza della vendita (a loro insaputa) delle rispettive proprieta’, da direttori di varie banche, allarmati dagli insoluti delle rate di rimborso dei prestiti erogati, nonche’ da alcuni notai, accortisi di anomalie nella documentazione prodotta per la stipula degli atti.

Cambiavano gli enti creditizi ma il modus operandi era sempre lo stesso: dopo l’individuazione di immobili realmente in vendita a Roma, i membri della gang ingaggiavano “figuranti” che, muniti di documenti falsi – riconducibili a persone realmente esistenti ma ignare dell’accaduto – stipulavano “regolari” contratti di compravendita dinanzi a notai, anch’essi all’oscuro dell’attivita’ criminosa, e conseguenti atti di concessione di mutui. Ottenuto l’accredito della somma su un conto corrente acceso a nome del “finto” venditore, il denaro veniva prelevato pochi giorni dopo l’atto di vendita.

La documentazione fittizia, relativa anche a buste paga, era utilizzata anche per la richiesta di prestiti personali, allo scopo di appropriarsi illecitamente delle somme. Gli investigatori hanno ricostruito diverse illecite transazioni, relative al periodo 2014-2016, per un ammontare complessivo di oltre 650.000 euro, cui si aggiungono un episodio riferito a un mutuo del valore di 150.000 euro in cui due “figuranti” sono stati arrestati in flagranza (a dicembre 2015) e due casi riguardanti prestiti personali richiesti per un totale di oltre 45.000 euro, la cui erogazione non e’ andata a buon fine per cause indipendenti dalla volonta’ degli indagati.

Nell’associazione criminale – come evidenziato dal gip- “ciascuno degli indagati ricopre un ruolo a seconda delle diverse esigenze del caso”: Ai due presunti promotori e istigatori, Pietro Vecchiarelli , 49 anni, di Agnone (Isernia) ed Emanuela Cerasa, 50 anni, romana, si affiancano

– spiegano le Fiamme gialle – altri complici con il compito di procurare i documenti falsi, individuare gli immobili e vagliare l’idoneita’ dei “figuranti”, impiegati per la realizzazione di una o piu’ truffe. Figura chiave dell’organizzazione era Giuseppe Carlostella, detto “Zibibbo”, 75 anni, di Mazara del Vallo, “noto negli ambienti delinquenziali della capitale come persona dedita alla fabbricazione e alla fornitura di documenti falsi”.

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