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19 mag

“Un parco divertimenti più che archeologico”. Slitta il musical Nerone sul Palatino di Roma

“Un palco enorme e vistoso, che sovrasta il Colosseo e i monumenti presenti nell’area archeologica con un impatto devastante e non compatibile con la tutela delle aree archeologiche prevista dal Codice dei Beni culturali”. La consigliera radicale del I municipio, Nathalie Naim, nell’esposto inviato ieri alla Procura definisce così il maxi palcoscenico allestito sul Palatino e dove fino al 10 settembre andrà in scena il musical “Divo Nerone-Opera Rock”.

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“L’impatto visivo della mostruosa struttura – si legge ancora nel testo – è aggravato dall’illuminazione notturna, che lo fa diventare a intermittenza di colore viola, rossa o rosa fuxia, con raggi che partendo dal palco vengono diretti sui monumenti adiacenti. Un’illuminazione – dice la consigliera – che lo faassomigliare a un parco divertimenti piuttosto che a un’area archeologica”.L’esposto ai pm di piazzale Clodio evidenzia anche che, per allestire la struttura sulle fondamenta del tempio di Eliogabalo, “il Palatino è stato assediato da tir che hanno scaricato materiali pesanti in un’area estremamente delicata”.

Tocca a questo punto alla Procura di verificare “se ci sono stati o potranno esserci danneggiamenti dello strato archeologico e dei monumenti circostanti, anche a causa delle vibrazioni della musica o dell’afflusso di migliaia di spettatori”.

Su internet proseguono le vendite dei biglietti, ma la data dell’anteprima (inizialmente prevista per il 1 giugno) è slittata al 7 giugno per, dicono gli organizzatori, “esigenze tecniche e logistiche legate agli allestimenti per la parata del 2 giugno in via dei Fori Imperiali “. Ma dalla Prefettura fanno sapere che “il Comitato per l’ordine pubblico e la sicurezza non ha affrontato ancora la questione ” e dagli uffici di via IV Novembre non è dunque alcuna richiesta di annullare le prime date del “Divo Nerone”.

Da chiarire se ci siano problemi legati alle autorizzazioni, ma il ministro ai Beni culturali, Dario Franceschini, ieri haprecisato che che “ogni richiesta da parte degli organizzatori è stata esaminata

e non ci sono rischi per la tutela dell’area. Il resto sono solo polemiche “. Inoltre, ha proseguito il ministro, “il palco durerà qualche mese, poi verrà smontato. Se non andasse bene, i prossimi anni non si farà più”. Ma le proteste non si placano. “Quel palco è un insulto al paesaggio archeologico “, ha denunciato in uno scritto sull’Osservatore Romano l’ex sovrintendente capitolino, e archeologo Adriano La Regina.

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