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14 mar

Verde a Roma, abbattuti 450 alberi malati ma i nuovi saranno alti solo tre metri

Bollettino alberi: su 82mila ad alto fusto ne sono stati monitorati finora 36mila, mentre a cadere sotto i colpi delle motoseghe sono stati 450 esemplari in tutta Roma. Erano malati, danneggiati o arrivati a fine vita.

I dati hanno l’imprimatur del Campidoglio e vengono direttamente dal Servizio Giardini. L’assessora all’Ambiente Pinuccia Montanari ci tiene però a diffondere una buona notizia. Prima su Facebook, naturalmente, poi con un comunicato stampa: “Gli alberi eliminati verranno tutti sostituiti con un numero di piante compreso tra i 500 e i 700 esemplari”.

La cifra a forbice si spiega perché il bando che ha assegnato la fornitura in opera di alberi stradali ha un valore di 250mila euro, che copriranno l’acquisto delle varie essenze. I tecnici del Servizio Giardini però devono ancora decidere quali saranno le nuove essenze, che naturalmente hanno costi diversificati. Dunque finora è stato possibile stabilire soltanto un numero minimo ed un numero massimo.

Certo è che la vasta operazione di sostituzioni che prenderà il via per la prima volta nella capitale dopo decenni caratterizzati unicamente da tagli o crolli, è destinata a cambiare il volto di Roma. Prima di tutto perché al posto degli alberi ad alto fusto ci saranno esemplari alti tre metri, messi a dimora con un’impalcatura protettiva alta almeno due metri e mezzo, sicuramente meno imponenti e visibili dei giganti di 20 o 30 metri abbattuti a partire da luglio scorso. Poi perché c’è un grande tema all’ordine del giorno: se sia opportuno ripristinare dappertutto i pini domestici, che sono molto problematici in ambiente urbano.

Italia Nostra Roma affila subito le armi. ” Questa non è più una questione botanica, ma paesaggistica – spiega la vicepresidente Vanna Mannucci – Il pinus pinea, anche chiamato pino domestico, segna ormai lo skyline dello scenario romano. Non si può brutalmente eliminarlo perché non se ne ha una cura adeguata. La cura consiste prima di tutto in una giusta modalità di piantumazione, senza che le radici della pianta vengano soffocate dall’asfalto della strada o dei marciapiedi, poi nelle potature corrette e regolari, negli interventi per raddrizzare il tronco se questo cresce troppo inclinato, infine nei controlli serrati di ogni tipo di scavo”.

In via Gregorio VII, dove la corsia preferenziale centrale è stata rifatta da poco, il manto stradale è liscio come una palla da biliardo. Nonostante la doppia alberatura di pini domestici, non ci sono più i rigonfiamenti causati dalle radici che affiorano. Ai primi esemplari, dando le spalle a piazza Pio XI, è stato lasciato un abbondante rettangolo di terra, senza la copertura dell’asfalto. Così non è, purtroppo, per gli altri pini, ancora stretti e soffocati dal bitume. Ma la strada mostra che con una corretta gestione la convivenza può essere possibile.

I grandi imputati, gli scavi stradali fatti male, potrebbero aver colpito ancora, come racconta l’assessora Montanari. “A seguito delle gravi condizioni degli alberi e per ridurre il rischio, sono state anticipate nella giornata di ieri le operazioni di abbattimento di alcuni esemplari di pino previste tra San Giovanni, piazza Re di Roma e via Appia Nuova. Tre pini sono caduti sotto il peso della neve del 26 febbraio. Nei giorni successivi, ne sono caduti altri due, uno su un’area parcheggio danneggiando diverse automobili. Tra sabato e domenica, altri due pini si sono piegati. Alcuni alberi caduti hanno mostrato chiaramente un taglio netto dell’apparato radicale principale. Probabilmente, le radici sono state recise nel corso dei lavori di realizzazione dei parcheggi nella parte centrale di via Appia Nuova”.

Si vedono ancora questi giganti dai piedi d’argilla adagiati sul terreno insieme alle grandi chiome. Come si vedono ancora gli apparati radicali e le ceppaie dei pini crollati o tagliati a corso Trieste.

Viale Jonio, a Montesacro, invece, è ormai ridotto a un deserto: i pini domestici della corsia centrale non esistono più. Prima di Montesacro, sulla Nomentana, sono stati abbattuti dieci tigli. Desolazione

anche in Prati. In via Orsini tagliati tutti i ligustri tranne uno, le ceppaie però rimangono. Strage di pioppi cipressini in via Carso e in piazza Bainsizza.

L’assessora Montanari ci tiene a precisare che ” per ogni albero da eliminare e sostituire viene prodotta una certificazione tecnica firmata da un agronomo e controllata dai tecnici del Servizio Giardini”. Le nuove piantumazioni si interromperanno a fine aprile e verranno completate in autunno.

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