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22 feb

Villaggio Olimpico, sporcizia e prostituzione: sul podio solo degrado

Quando cala il buio su piazza Grecia, in via degli Olimpionici e via Perù arrivano i transessuali. Il via via di auto inizia all’imbrunire, con i residenti costretti ad assistere alle contrattazioni dalle finestre dei palazzi. Lo scenario racconta il declino generale del Villaggio Olimpico, il quartiere progettato, tra gli altri, da Adalberto Libera per le Olimpiadi del 1960. Perché adesso, quel fazzoletto di città incastonato tra i Parioli e il Tevere, a soli quattro chilometri da piazza del Popolo, soffre gli stessi problemi delle borgate in profonda periferia.

Lo raccontano le voci dei residenti. Lo testimoniano, sopratutto, le saracinesche sbarrate dei 10 fondi commerciali dell’Ater in piazza Grecia, sfitti da anni: l’apice di un declino lento e inesorabile. Tra la mancata cura del verde, la bocciofila e lo stadio Flaminio abbandonati, gli accampamenti di fortuna. Per finire col parcheggio selvaggio dei bus turistici, che preferiscono stazionare indebitamente nelle aree a ridosso dell’Auditorium per risparmiarsi il costo del parcheggio a pagamento.

“Al Villaggio ci sono nato — esclama Aldo, un libero professionista 57enne — quando ero piccolo si stava bene, questa zona era un gioiello. Adesso non è più così”, aggiunge indicando i danni all’area giochi per bambini in via Germania. La pavimentazione in tartan che circonda gli scivoli è divelta in più punti. La staccionata ricoperta di graffiti. Qualche centinaio di metri più in là, l’erba alta al centro delle aiuole in via India denuncia la mancata manutenzione dei giardini.

“Negli ultimi 10 mesi si sono schiantati a terra otto alberi — racconta l’assessore all’Ambiente del municipio II, Rino Fabiano — da quando ci siamo insediati abbiamo subissato di solleciti l’ufficio giardini del Comune, manca la programmazione degli sfalci e delle potature”. Un problema che si acuisce a ridosso dei condomini in via Stati Uniti d’America e via Venezuela. “Quei terreni sono di proprietà dell’Ater — spiega ancora Fabiano — i residenti attendono ancora il permesso da parte dell’azienda per poter incaricarsi della manutenzione”.

Le proteste si moltiplicano. “L’estate abbiamo l’erba alta due metri — si arrabbia Marco Cosenti, un impiegato 40enne — è pieno di topi e bisce”. Per cercare di invertire la rotta i residenti hanno formato di un comitato di quartiere. Chiedono all’amministrazione “più controllo e attenzione per il territorio — afferma Beatrice Luzzi, attrice e fondatrice del comitato Villaggio dei bambini — ogni sera siamo invasi da quindici trans che si vendono sotto le nostre finestre: è inaccettabile” . I cittadini hanno chiesto più volte l’intervento del nucleo anti- emarginazione. “Basterebbe chiedere loro di spostarsi verso il lungotevere — rileva Luzzi — lontano dalle case non darebbero fastidio a nessuno”.

Non solo trans. “Abbiamo anche diverse famiglie rom che dormono in camper, in viale Tiziano e intorno allo stadio Flaminio — dice Ilaria Rossi, una libera professionista 35enne — non ho nulla in contrario, se non fosse che al mattino vengono a lavarsi alla fontanella vicino piazza Grecia, completamente nudi”.

Il nasone dista pochi metri dall’agorà

del quartiere. “Piazza Grecia sta morendo — sospira Pietro Palazzo, il titolare del bar al civico 48 — abito qui dal ’ 62 e questa piazza l’ho vista spegnersi piano piano”. L’età media degli abitanti si è alzata e negli ultimi anni hanno chiuso i battenti 10 attività: sono spariti la pescheria, la drogheria, la lavanderia e gli altri servizi. Utili alla cittadinanza, che reclama un cambio di rotta per non soffocare nel degrado.

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