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7 ago

Ztl a Roma, tariffe pazze. “Più caro il transito del solo parcheggio”

“Distonia” . Per riassumere il gran caos dei permessi di ingresso alle zone a traffico limitato del centro storico, almeno nella scelta lessicale, i giudici del Tar del Lazio prediligono un approccio morbido. Ma l’ultima sentenza della seconda sezione, arrivata ieri, è in realtà l’ennesima durissima bocciatura per il Campidoglio. La seconda per quanto riguarda l’intricatissima partita degli accessi alla Ztl. Secondo le toghe di via Flaminia, l’impianto tariffario allestito in piena era Marino, tra il 2014 e il 2015, va riscritto. Già, perché il paradosso è sotto gli occhi di tutti i residenti del primo municipio: il pass annuale per attraversare i varchi e parcheggiare in strada nel cuore di Roma costa cinque volte di meno di quello per il solo transito, 216 contro 1.016 euro.

Lette le cifre, i magistrati sono saltati sull’attenti. Cambiando registro: “Emerge una evidente illogicità della modulazione delle tariffe per i residenti in Ztl in quanto il permesso annuale di solo transito è di importo notevolmente superiore a quello che consente anche la circolazione e la sosta”. Insomma, un pastrocchio (il solito) capace di mandare in tilt il cervellone capitolino: “Tale disciplina tariffaria – si legge ancora nella sentenza – non consente di orientare la domanda di mobilità”. I numeri rendono l’idea meglio delle parole: al 31 gennaio 2017, a fronte di un totale di 15.078 contrassegni, solo 42 sono per il solo transito. “Il dato – concludono i giudici – non può avere che una sola spiegazione, ovvero che anche i residenti che dispongono di un posto auto hanno acquistato un permesso di circolazione e sosta “. Finendo per intasare ancor di più di lamiere le strade e i vicoli del centro storico.

È evidente, allora, il cortocircuito. Segue la richiesta del Tar: quella delibera, come già proposto senza troppa fortuna dall’Agenzia per la mobilità al dipartimento Trasporti del Comune, va cambiata. “Se l’amministrazione – ragionano i magistrati – riducesse l’importo del permesso di transito, coloro che dispongono di un posto auto privato sarebbero indotti ad acquistarlo senza avere la possibilità di occupare, in danno degli altri soggetti autorizzati, gli stalli pubblici e il suolo stradale “.

A questo punto la palla passa al Campidoglio a guida grillina e all’assessora alla Mobilità Linda Meleo, che ora dovrà rimettersi al lavoro sulle tariffe Ztl. “Il Tar si è impegnato al massimo per comprendere le ragioni del Comune – spiega infatti il professor Federico Tedeschini, l’avvocato che ha sostenuto il ricorso di un gruppo di residenti del centro storico – ma ha dovuto, almeno in parte, annullare la delibera di giunta. Ora andrà completamente riscritta a pena di costringere i ricorrenti a tornare di nuovo davanti ai giudici”.

Una soluzione auspicata anche dalla stessa Agenzia per la mobilità, che già in passato aveva sottolineato i benefici di una revisione delle tariffe: nell’analisi dei tecnici ora guidati dal neoamministratore Walter Tortorella, un nuovo sistema decongestionerebbe ancor di più il centro storico,

facilitando il passaggio dei mezzi pubblici. A patto, però, di incrementare il servizio di car sharing, di riportare

nella capitale il bike sharing di cui si fregiano tutte le altre grandi città europee e favorire la mobilità elettrica. Una rivoluzione che il Campidoglio dovrebbe realizzare con il Pums, il Piano urbano della mobilità sostenibile. Un documento che, però, almeno per ora pare proprio guardare altrove: tram e, soprattutto, le famose funivie.

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